Superbike, Scott Redding e Michael Rinaldi

Superbike, Scott Redding: “Bautista mi ha frenato”

Scott Redding accorcia le distanze dalla vetta dopo il round Superbike in Catalunya. In gara-2 la Honda di Alvaro Bautista ha fatto da "tappo".

19 settembre 2021 - 23:02

Scott Redding chiude il week-end Superbike in Catalunya con una vittoria e un podio, mentre la Superpole Race si rivela un fiasco con il 15° posto. Conti alla mano il pilota del team Ducati ufficiale riesce ad accorciare le distanze dal leader del WorldSBK Toprak Razgatlioglu, che ora dista 60 punti. Un gap che sembra abissale, ma vista l’imprevedibilità di questa stagione tutto è ancora possibile.

La gara sprint è stata interrotta dall’incidente che ha visto coinvolto Chaz Davies. Bandiera rossa e la ripartenza è costata cara a Scott Redding. “Il mio problema è stato l’inizio. L’incidente ci ha dato un altro inizio, che è sempre un po’ complicato con la nostra moto. E questo ha rovinato la gara della Superpole“, ha spiegato il britannico. In gara 2 è salito sul podio dopo una rimonta dall’11esima piazza. E senza l’ostacolo Alvaro Bautista avrebbe potuto inseguire il vincitore Michael Rinaldi fino all’ultimo giro. “Nella seconda gara, quando ero undicesimo al via, pensavo di potermi accontentare di un piazzamento tra i primi 5“.

Assalto al podio in gara-2

Poi il feeling è andato migliorando, ma la Honda del futuro pilota Aruba.it Racing gli ha messo il bastone tra le ruote. “Non riuscivo a superare Alvaro, ho provato tutto il possibile: in scia, in frenata, ho preparato una manovra di sorpasso tre curve prima… Niente ha funzionato. Ho dovuto aspettare un suo errore e mi sono trattenuto. Quando è arrivata l’occasione, ho colpito – ha aggiunto Scott Redding -, mi ha sicuramente fermato. Il secondo posto sarebbe stato possibile, ma non avrei raggiunto Rinaldi”.

La stagione Superbike resta aperta al termine di un Gran Premio in cui ha premiato l’ottimo lavoro di squadra. “Speravo in un quinto posto e se ottieni più di quanto speri, va bene. La mia moto ha funzionato molto meglio di quanto mi aspettassi. Non so perché. Forse la scelta delle gomme ci ha aiutato un po’ – ha concluso Redding -. Non avevamo altra scelta, perché non avremmo mai portato la SCX oltre la distanza di gara“.

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