Superbike, Scott Redding

Superbike, Scott Redding: “Basta, non mi stresso più!”

Scott Redding a Magny-Cours per dare l'assalto alla leadership del Mondiale Superbike. L'obiettivo è lasciare il segno in Ducati prima dell'addio.

3 settembre 2021 - 7:59

Scott Redding è deciso a dare l’assalto al titolo mondiale Superbike. Vietato sbagliare a Magny-Cours dopo gli ultimi due round di altissimo livello a Most e Navarra, dove ha raccolto tre vittorie e tre podi. Il gap dalla leadership si è ridotto da 81 a 38 punti, tutto è ancora possibile quando mancano sei gare alla fine del campionato. Prima di passare alla BMW il pilota britannico vuole lasciare il suo sigillo nella storia Ducati, dimostrare il suo valore prima degli addii. “Voglio vincere il mondiale Ducati quest’anno, è l’unica cosa che voglio. A Navarra abbiamo dimostrato di poter vincere. La nostra moto è la stessa che era a Donington Park“.

La tappa inglese di Superbike si è rivelata un autentico disastro per Scott Redding, che ha racimolato appena 13 punti. Da allora ha cambiato approccio. “Ho detto, fanculo. Non mi stresso più, ma prendo le cose come vengono. Ecco perché sono abbastanza rilassato al momento – racconta a Speedweek.com -. Continuo a dire ai miei ragazzi di lasciare la moto così, in modo tale che posso trovare il mio ritmo. So di avere il ritmo“. Inizia il week-end di Magny-Cours dove ha corso sono nel 2021 ottenendo un 5°-4°-1° posto. Non è prevista pioggia, ma guai a non prenderla in considerazione.

Nel box di Scott Redding non si prevedono stravolgimenti di assetto. “All’inizio dell’anno volevamo troppo, ci siamo persi e siamo tornati indietro. Ora sono felice della mia sensazione e spero che continui così. A Magny-Cours posso vincere o finire quinto, faccio sempre del mio meglio. La costanza è la chiave. La cosa difficile in questo campionato è che Jonathan è così costante“. Ma davanti a lui in classifica c’è un altro serio contendente al titolo Superbike: Toprak Razgatlioglu. La ricetta per il successo iridato è abbastanza semplice. “Devo sempre finire davanti ai miei rivali. Poi finiscono sotto pressione e mi diverto molto. Quando ho guidato la BSB, non ho pensato molto alle gare, per me funziona. Sono della vecchia scuola“.

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