Michael Rinaldi, Superbike

Superbike Misano: Michael Rinaldi può vincere? “Troppo presto per dirlo”

Michael Rinaldi chiude il venerdi Superbike a Misano al comando: veloce sul giro secco e sul ritmo, il ducatista è pronto per un grande week end

11 giugno 2021 - 22:23

L’unica tappa nazionale della Superbike 2021 non poteva cominciare meglio: sotto i riflettori del venerdi c’è Michael Rinaldi, con l’italianissima Ducati. Con ritorno del pubblico, anche se in appena 5000 unità e fuori dal paddock ancora in “bolla”, potrebbe venire fuori un fine settimana da ricordare. Incisivo sul giro secco, messo benissimo come passo, il 24enne riminese si è permesso il lusso di lasciarsi dietro Jonathan Rea, che qui ha vinto otto volte, e il caposquadra Scott Redding (qui i tempi). Lo scudiero Ducati in questo spolvero ci ha riportato alla mente Mauro Lucchiari, che nel ’95 proprio a Misano da numero due della Rossa dominò le due gare, facendo vedere i sorci verdi ad un certo…Carl Fogarty.

Michael tira il freno

La domanda sorge spontanea: Rinaldi può sbancare la gara di casa? “E’ troppo presto per dirlo” mette le mani avanti Michael. “Scott non ha avuto una giornata facile, ha perso tempo in entrambe le sessioni, mi aspetto che sabato torni sotto. Poi bisognerà fare i conti con le Yamaha e ovviamente coi due della Kawasaki, Lowes e Rea. E’ solo venerdi, siamo andati bene ma non abbiamo ancora fatto niente.” Il cambio di ritmo fra turno del mattino e pomeriggio, più indicativo perchè più o meno nello stesso orario di gara 1, è stato evidente. “Al mattino la Panigale era molto faticosa da guidare, dopo sei giri ero già stanco. La squadra ha seguito le mie indicazioni e siamo migliorati molto, anche con le gomme finite”. 

Perchè il mondiale è cominciato in salita?

Tornato in Ducati ufficiale dopo la militanza a “mezzo servizio” del 2018, Rinaldi non è partito come si aspettava. Aragon era stata un disastro, molto meglio Estoril ma la rovinosa speronata di Garrett Gerloff aveva cancellato un podio alla portata. “Siamo partiti troppo convinti e quando sono emersi i problemi abbiamo perso subito la rotta” è il mea culpa di Rinaldi. “In Portogallo avevo cambiato atteggiamento, pensando solo a me stesso.” A Misano è partito con il piede giustissimo.

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Foto: Silvio Tosseghini

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