Superbike, Gregorio Lavilla

Superbike, Lavilla: “Dobbiamo ridurre gli effetti collaterali”

Gregorio Lavilla parla del destino del campionato Superbike in questo difficile momento di epidemia: "Bisogna ridurre gli effetti collaterali".

26 marzo 2020 - 16:33

Gregorio Lavilla, dirigente Dorna ed ex pilota Superbike, ripercorre alcune delle tappe della sua carriera. A cominciare dalla stagione 1998 in sella ad  una Ducati 916 del team De Cecco Racing, conclusa con due podi e 12° posto finale. “Eravamo una squadra molto piccola e abbiamo ottenuto alcuni podi e prime file davanti a team e piloti molto più grandi. È stata un’esperienza fantastica per tutti i soggetti coinvolti“. Da qui il passaggio in Kawasaki alla guida di una Ninja ZX-7RR che, rispetto a molti avversari, aveva un motore meno potente. “Comunque aveva un buon telaio e si gestiva bene specialmente sulle piste tortuose“.

Tre anni formidabili, anche se con due soli podi in cassaforte e un infortunio all’anca rimediato a Monza. “Poter tornare in breve tempo e avere buoni risultati a Brands Hatch e poi finire sul podio a Orchersleben è stata un’esperienza molto appagante, specialmente perché a quel tempo il KRT era gestito da Harald Eckl e molti mebri erano tedeschi“. Nel 2005 passa al BSB con una Ducati e vince al primo colpo. “Ero al top della mia carriera, ma a causa di alcune circostanze esterne in realtà non avevo un lavoro. Sono stato assunto dalla Suzuki per WorldSBK nel 2003. Poi hanno deciso di non correre nel 2004 in SBK, quindi sono diventato un pilota collaudatore della MotoGP per loro“. Grazie alle sue conoscenze ha aiutato il team Airwaves in termini di configurazione della moto, nel 2006 ha ottenuto un buon terzo posto, con 8 vittorie e una serie di podi.

SUPERBIKE AI TEMPI DEL CORONAVIRUS

Oggi Gregorio Lavilla è dirigente Dorna dove riveste la carica di Executive Director of Dorna’s WorldSBK Sporting & Organisation Department. Come tutti gli addetti ai lavori della Superbike ha accusato il colpo per lo stop al campionato dovuto alla pandemia da Coronavirus. “Abbiamo una situazione difficile in tutto il mondo. Quando ci siamo resi conto che la nostra normale attività era in sospeso, abbiamo progettato un piano (anche se al momento i piani possono essere modificati rapidamente). Abbiamo elaborato quello che potrebbe essere lo scenario peggiore e ridurre al minimo tutti gli effetti collaterali, non solo ai team. Questa situazione ci riguarda tutti“.

La priorità è la salute del personale Superbike. “Sfortunatamente non c’è vincitore in questa situazione e la mia speranza e il mio più grande desiderio è che tutti siano in buona salute – ha aggiunto Lavilla -. Dopo di che spero di tornare alla nostra normale attività il più presto possibile, per vedere la nostra famiglia del paddock e continuare a dare un grande spettacolo al pubblico come abbiamo fatto in Australia“. Al vaglio della Dorna più ipotesi, ma al momento i tempi non sono maturi per fare previsioni. “Tutto dipende da quando iniziamo, ma anche se abbiamo bisogno di perdere 1 o 2 round. Secondo me non dovrebbe essere necessario aggiungere molte più gare (nei week-end). In ogni caso queste cose possono essere discusse in seguito. La cosa più importante in termini di corse è riprendere la stagione quando sarà possibile“.

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