Jonathan Rea, Superbike

Superbike: Jonathan Rea non si arrende “Provo a colmare il gap tecnico”

Jonathan Rea, la finale Superbike in Indonesia sarà una missione impossibile: Toprak ha 30 punti di vantaggio e il pacchetto tecnico Yamaha è nettamente superiore alla Kawasaki

7 novembre 2021 - 9:46

Fra due Jonathan Rea avrà di fronte la missione impossibile: provare a ribaltare le sorti della Superbike recuperando 30 punti su 62 disponibili a Toprak Razgatlioglu. In Indonesia il nordirlandese  dovrà fare un miracolo per mettere le mani su quello che sarebbe il settimo titolo mondiale consecutivo. Il turco finora è stato praticamente perfetto. Non ha commesso errore e senza i tre “zeri” senza responsabilità, due guasti tecnici e la spinta di Garett Gerloff ad Assen, avrebbe già chiuso la pratica. Che Toprak fosse veloce era nei piani ma il fattore che ha segnato questo campionato è stata la sua consistenza. Jonathan Rea non si aspettava che l’avversario si rivelasse così preciso, determinato e affidabile.

Yamaha in netto vantaggio sulla Kawasaki

In più c’è la questione moto. Anche qui, stesso discorso: che la Yamaha sarebbe cresciuta, era scontato. La marca di Iwata non vince in Superbike dal 2009, l’annata magica di Ben Spies, e negli ultimi anni la filiale europea da cui dipende il programma derivate dalla serie ha fatto sforzi giganteschi per salire al vertice. Toprak non ha soltanto una moto veloce ed equilibratissima, ma può contare anche su un team di livello assoluto. Una delle chiavi è stata portare via alla Kawasaki non solo il pilota, ma anche Phil Marron, il tecnico con il quale Toprak ha debuttato in Superbike, ai tempi del team Puccetti. Marron si è inserito alla perfezione nell’organigramma Yamaha, che ha nel coordinatore tecnico Alberto Colombo una delle pedine più preziose. Il brianzolo è  Superbike dalla prima edizione 1988 ed ha accompagnato i trionfi di tutti i giganti: Pirovano, Fogarty, Bayliss e moltissimi altri.

Jonathan Rea come ai tempi della Honda

L’impossibilità di utilizzare il motore 2021 nelle specifiche che erano state deliberate durante i test invernali, cioè règime di 15.100 e rapportatura interna del cambio calibrata con questo valore, è stata la goccia che ha mandato la Kawasaki definitivamente in difficoltà. L’imprevista restrizione regolamentare ha fatto saltare i piani di pilota e squadra. Jonathan Rea è andato costantemente al limite, facendo i conti con tantissimi problemi, in particolare d’avantreno. Questo spiega le sue quattro cadute in gara: Donington, Most e due volte a Portimao. “Non mi piace questa situazione, è ovvio” ammette Jonathan Rea. “Ma anni fa la vivevo ogni week end, per cui sono abituato…” Il nordirlandese allude alla militanza in Honda, dal 2009 al 2014, quando è stato costantemente in inferiorità tecnica nei confronti dei piloti Ducati, Aprilia e spesso anche Yamaha e BMW. In quel periodo vinse comunque quattordici gare…

Senza pressione

Su un tracciato appena ultimato come Mandalika, quindi con tutte le incognite del caso, chi ha da perdere di più è Toprak. L’inseguitore andrà in pista senza alcuna pressione. “Toprak è molto solido, bisognerà trovare il modo di togliergli le certezze che ha.  Andrò in pista sereno e battagliero, sono pronto a giocarmi il tutto per tutto. Per come sono messe le cose, sarà una finale molto divertente. Io non mollo così facilmente…” Aldilà del consistente vantaggio di Razgatlioglu, in effetti sarà una sfida piena di pathos. La Superbike 2021 non poteva offrire un finale più accattivante di così.

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Foto: Instagram

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