Valentino Rossi e Iker Lecuona

Superbike, Iker Lecuona amaro: “MotoGP ingiusta, grazie Valentino Rossi”

Iker Lecuona lascia la MotoGP con un pizzico di amarezza. Dal 2022 sarà pilota HRC nel Mondiale Superbike, ma porterà con sé il ricordo di Valentino Rossi.

26 novembre 2021 - 13:53

Honda ha scelto di scommettere su Iker Lecuona (e Xavi Vierge) per la stagione 2022 del Mondiale Superbike. L’ex pilota KTM è stato il pilota che ha rimediato il maggior numero di cadute nel campionato MotoGP 2021, ha poca esperienza con le derivate di serie. Ma ha offerto buoni spunti nella classe regina con la RC16 nonostante i 21 anni di età. Non ha avuto un facile destino l’alfiere di Valencia, né il tempo di poter esprimersi al meglio, vedendosi bruciata ogni speranza di ritornare in Top Class. “La MotoGP non è stata giusta con me“, chiosa Lecuona.

Addio (o arrivederci) alla MotoGP

Lascia il paddock con una certa amarezza, del resto nessuno vorrebbe abbandonare la MotoGP. Nel 2020 l’emergenza Covid ha giocato a suo sfavore, costringendolo ad un anno da rookie in versione ridotta. Nel 2021 si è ritrovato su circuito del tutto nuovi dove non aveva mai gareggiato. Ha percorso meno chilometri rispetto a quanti ne avrebbe compiuti in una stagione normale. E nel 2021 è stato subito chiaro che KTM non avrebbe rinnovato, per fare spazio ad altri due giovani talenti come Gardner e Fernandez. “Forse non ero pronto al 100% quando sono stato promosso – ammette a Speedweek.com -. Ma avevo quello che serve per combattere in MotoGP, penso di averlo dimostrato“.

Resta un’esperienza che porterà con sé nel Mondiale Superbike. Forse è un arrivederci, difficile fare previsioni a lungo termine. “Non so cosa mi riserverà il futuro. Di certo correrò due anni con HRC“. Ma sicuramente i due anni in classe regina sono una ricompensa “per tutti gli sforzi fatti e i sacrifici dei miei genitori“. Inoltre un giorno Iker Lecuona potrà dire di aver duellato con la leggenda Valentino Rossi. “È sempre stato il mio idolo. Poter dire di essere l’unico pilota della generazione 2000 che ha gareggiato in MotoGP insieme a Valentino e di aver combattuto duelli diretti contro di lui in cinque o sei gare è la ricompensa più grande per me“.

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