Leon Camier su Honda

Superbike: Honda, dove sei finita?

Honda non decolla nonostante l'impegno ufficiale HRC. Nei piani deve essere una stagione di passaggio, ma l'immagine?

16 aprile 2019 - 9:44

Dov’è finita la Honda? E’ la domanda che tutti si pongono nel paddock della Superbike. L’annuncio del rientro ufficiale dell’Honda Racing Corporation dopo sedici anni di stop aveva destato grande clamore, e ovviamente creato  qualche aspettativa. Ma il primo terzo di Mondiale è stato un disastro per la compagine che rappresenta il più grande costruttore del pianeta. Okay, questa nei piani HRC è una stagione di passaggio in attesa del nuovo modello, che manderà in pensione la CBR-RR sulla braccia (con pochi aggiornamenti) da oltre un decennio. Ma qualcosa in più era lecito attendersi.

IL CONTO NON TORNA

Il 2018 sotto la gestione Ten Kate era andato male, ma adesso è anche peggio. Un anno fa, dopo gli stessi quattro round, la Honda aveva conquistato 55 punti per la classifica Costruttori, adesso appena 30. Leon Camier nel 2018 dopo Assen era decimo in classifica, con 42 punti all’attivo. Aveva fatto quarto a Buriram e due volte sesto. Bottino conquistato in due round, praticamente, perchè l’ex campione BSB si era gravemente ferito in gara 1 ad Aragon saltando il successivo impegno di Assen.

LA SITUAZIONE OGGI

Oggi lo stesso Camier, è soltanto quindicesimo, su appena diciotto concorrenti,  con 26 punti. Le altre CBR di Riyuchi Kiyonari e Alessandro Delbianco chiudono sconsolatamente la graduatoria. Scusante: Camier è sceso in pista ad Aragon ed Assen in condizioni fisiche assai precarie, per l’infortunio alla gamba subìto a Buriram. Già un miracolo che sia sceso in pista. Ad Assen però le CBR-RR ufficiali erano state beneficiate di 500 giri motore di bonus, potendo spingersi fino a 15.050, il règime più alto dell’intero schieramento.

“E’ IL MASSIMO CON LA MOTO CHE ABBIAMO”

Qualche (piccolo) segnale positivo in Olanda c’è stato e lo stesso Leon Camier cerca di guardare la situazione con ottimismo. “Sicuramente vogliamo fare meglio, e continueremo a lavorare con questo obiettivo in mente” spiega il 32enne britannico. “Ma nel complesso ho apprezzato il redimento che abbiamo avuto nelle due gare olandesi. Sento che siamo riusciti a ottenere il massimo dal pacchetto che abbiamo, il che è positivo. Siamo riusciti a vincere la battaglia con i piloti con cui sono stato in competizione, cioè Eugene Laverty e Marco Melandri, gente che  ha vinto molte gare. Manterremo una mentalità costruttiva e vedremo cosa ci porterà Imola.

Foto: Diego De Col

 

1 commento

Ringhietto
14:12, 17 aprile 2019

Certo che considerarsi soddisfatti per aver passato Laverty e Melandri e aver lottato per posizioni da insufficienza richiede molto ma molto ottimismo…

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Alvaro Bautista

Simone Battistella: “Alvaro Bautista non parla con KTM”

Slovena Imola

MXGP Imola: invasione slovena per Tim Gajser

Honda Imola

MXGP Imola: Honda si “nasconde” in vista del 2020?