Superbike, Scott Redding con la Panigale V4R

Superbike, Ducati contro le regole. Redding: “La velocità non ci aiuta più”

Ducati vede allontanarsi il titolo Superbike 2021. Scott Redding e Marco Zambendetti spiegano come è cambiata la Panigale V4R negli ultimi tempi.

7 luglio 2021 - 11:05

Il week-end Superbike di Donington ha dato una certezza: la Panigale V4R funziona solo in determinate condizioni e su alcuni tracciati. Scott Redding, Michael Rinaldi e Chaz Davies hanno dovuto assorbire un duro colpo. La corsa al titolo mondiale, che alla vigilia del campionato sembrava scontata, diventa dura e sempre più difficile. Tutti i piloti del marchio Ducati hanno dimostrato di poter vincere, ma difficilmente riescono a trovare l’assetto per tenere testa a Jonathan Rea e Toprak Razgatlioglu sulla Yamaha.

A Donington Park, anche la BMW è stata più forte con Tom Sykes e Michael van der Mark. La Rossa emiliana sembra funzionare bene solo in una piccola finestra di configurazione. “Se non la troviamo non andiamo da nessuna parte“, ha spiegato Scott Redding. “A Donington tutti abbiamo avuto problemi e poco grip. Non è andata molto meglio per noi nemmeno sotto la pioggia, non ci siamo mai sentiti al sicuro sulla moto“. La velocità massima sembrava un punto di forza per la Ducati, ma anche quello sta venendo meno. “Due anni fa la Ducati aveva un enorme vantaggio alla massima velocità, poi il regime del motore è stato ridotto. La mia sensazione è di essere alla pari con gli altri sui rettilinei, ma rispetto agli altri costruttori ci manca l’agilità in curva“.

Ducati contro il regolamento

La Panigale poteva recuperare sui rettilinei ciò che perdeva nei settori più tecnici. Ma adesso gli avversari diretti nel Mondiale Superbike hanno fatto passi avanti anche in termini di top speed. E ciò che si perde nel misto diventa difficile da recuperare sul diritto. Già ai tempi della scia trionfale di Alvaro Bautista nel 2019 il regolamento ha imposto un taglio di velocità massima sui giri motore. Le restrizioni impongono che certe componenti restino congelate.

Il direttore tecnico della Ducati Marco Zambenedetti si rammarica in un’intervista a ‘Motorsport-Total.com’. “Per questo per noi è più difficile ottenere ulteriori miglioramenti. Queste sono le regole. Dobbiamo fare i conti e accettarlo… La Yamaha ha portato un aggiornamento, la Kawasaki è nuova, la Honda è stata aggiunta l’anno scorso e anche la BMW è nuova. Non capisco perché dobbiamo continuare a lavorare con i nostri limiti. Ma queste sono le regole“.

Ducati chiede maggior libertà nello sviluppo, a cominciare dal motore. “Dobbiamo ancora competere con il nostro handicap. Non sono pienamente d’accordo con queste regole. Rispettiamo le regole e le decisioni“. Ma nella Superbike odierna diventa impossibile  sfruttare al meglio i margini di sviluppo. Nel prossimo autunno Ducati presenterà una versione rivista della Panigale V4R, ma bisognerà fare i conti ancora una volta con il regolamento.

1 commento

FRA 1988
11:16, 7 luglio 2021

Prima di tutto Redding e Davies sono molto più alti e pesanti di Bautista che sfruttava ogni singolo cavallo di potenza. La Ducati V4 è una moto strepitosa e se n’è accorto anche Bautista che con la Honda non sta combinando nulla.

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Superbike

Superbike, la quiete prima della tempesta tra Rea e Razgatlioglu?

Superbike

Superbike, Yamaha celebra il 60° anniversario con una livrea speciale

Superbike, Scott Redding

Superbike: Scott Redding teme il Montmelò “Non è in cima alla lista”