Superbike, Argentina

Superbike Argentina: Piloti in coro “Non c’è grip, così è pericoloso”

"Le condizioni della pista sono terribili, perchè non ci hanno pensato prima?". Quasi tutti i piloti del Mondiale lamentano la totale mancanza di grip

12 ottobre 2019 - 10:43

La Superbike ha ritrovato a San Juan la solita pista bellissima ma anche gli stessi problemi di aderenza già sperimentati un anno fa. In quella occasione i problemi erano comprensibili, perchè l’impianto era stato ultimato in extremis e la polvere in pista era stata attribuita ai lavori di rifinitura edile. Le condizioni d’aderenza con il passare dei turni erano migliorate e le gare si erano svolte in condizioni più che accettabili. Dodici mesi dopo l’aderenza è ancora peggio, causa la sabbia portata dal vento e le alte temperature che fanno trasudare olio da questo asfalto evidentemente poco usato negli altri mesi dell’anno. Alcuni piloti dopo le prove del venerdi hanno fatto notare che se la situazione non migliora, sarà difficile correre. Qui cronaca e tempi del venerdi.

“MAI VISTO NIENTE DI SIMILE”

Leon Camier, ex campione del British Superbike impegnato nel Mondiale dal 2010, è caustico: “Non ho mai girato su una pista così scivolosa in pieno sole, con l’asciutto” ha commentato il pilota Honda. Molto critico anche Sandro Cortese. “Stiamo correndo un Mondiale, non comprendo perchè le condizioni di aderenza non siano state verificate in tempo utile. Così rischiamo di farci male, anche perchè stavolta le condizioni da un turno all’altro non sono affatte migliore. Anzi forse in FP2 c’era ancora meno grip…

“COSI’ E’ TROPPO PERICOLOSO”

Sconsolato anche Marco Melandri, che si è ritrovato 14°. In Argentina correrà la penultima gara prima di lasciare il Mondiale. “Sto andando in pensione, quindi non dovrei neanche parlare, ma credo che non dovremmo correre in queste condizioni, è troppo pericoloso” puntualizza l’ex iridato della 250GP. “Nella seconda sessione la linea pulita in pista era larga meno di un metro, se esci sei per terra. In alcune curve l’aderenza è così precaria che non puoi piegare, non arrivavo neanche ad appoggiare il ginocchio per terra.”

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