SBK, Scott Redding

Scott Redding: “La MotoGP non era il posto per me”

Scott Redding ricostruisce il suo passato in MotoGP: "Ero nel posto sbagliato al momento sbagliato". Ora inizia l'avventura Superbike dopo aver vinto nel BSB.

17 gennaio 2020 - 9:39

Scott Redding è chiamato ad essere una delle grandi sorprese Superbike nella sua prima stagione con le derivate di serie. Per il britannico inizia una sfida completamente nuova dopo aver chiuso con la MotoGP nel 2018 ed essersi affermato campione nel BSB con una Ducati Panigale V4 R. La stessa moto con cui proverà a dare l’assalto al Mondiale Superbike, dove farà i conti con la Kawasaki di Rea e la Honda di Bautista.

Si comincia la prossima settimana a Jerez con il primo test del 2020, ma in un’intervista rilasciata al sito ufficiale WSBK si guarda alle spalle. Il passato professionale non sempre ha sorriso. Non nasconde le difficoltà dopo aver lasciato Aprilia in classe regina, quando pensava che la sua carriera fosse finita. “Era finita, non volevo più correre. Avevo 25 anni e ho pensato ‘Ho finito con questo sport’ . Non stavo contribuendo in alcun modo alla mia vita; non ero felice, sentivo di non riuscire. Avevo intenzione di provare a fare altro“. Stagione difficile quella del 2018, mai nella top-10, appena 20 punti racimolati in classifica MotoGP.

SCOTT DALLA MOTOGP ALLA SUPERBIKE

Gli anni precedenti non sono stati altrettanto semplici per Scott Redding. Come nel 2012, quando un infortunio gli ha impedito di giocarsi il titolo Moto2. “Mi ha fatto molto male, ma una nuova sfida è nata quando sono andato in MotoGP e ho cercato di essere campione del mondo; era il mio obiettivo ed è quello che pensavo di poter fare. Ma poi mi sentivo nel posto sbagliato, nel momento sbagliato. Ovunque andassi, non era il momento giusto“.

Nel 2014 ha debuttato con la Honda satellite, condivideva il box con Alvaro Bautista. Un solo podio in due anni, firma con Pramac Racing al fianco di Danilo Petrucci, ma i risultati non migliorano. Accetta la sfida nel team factory Aprilia, ma dopo un anno viene sostituito da Andrea Iannone. “Quando sono andato lì, hanno cambiato la moto e improvvisamente non ha funzionato. Mi sono semplicemente scoraggiato; sapevo che c’era qualcosa che poteva essere migliore, ma non potevo averlo. C’è molta pressione sulla MotoGP. Milioni di persone in tutto il mondo ti guardano – ha aggiunto Scott Redding -. Per me, finire al 15°, 16° o 17° posto era  ‘umiliante”.

Il funambolo di Quedgeley aveva bisogno di vincere, qualunque fosse la categoria. “Quando ho deciso che avrei continuato a correre, ho detto al mio manager ‘Trovami una moto e una squadra che posso vincere. Non me ne frega niente se sono quad, sci, moto d’acqua o gare di trattori’. Dammi solo qualcosa in modo da poterlo mostrare alla gente!“. La sua terra natale gli ha portato fortuna e la vittoria nel BSB gli è valso un biglietto per il Mondiale Superbike con il team Aruba.it Racing. Il resto della storia è tutto da scrivere.

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