Superbike: Jonathan Rea “Tre gare? Almeno dateci due moto”

Il campione del Mondo sulla novità regolamentare: "Per i tifosi sarà divertente, per noi piloti sarà una catastrofe. Serve il muletto"

9 novembre 2018 - 6:20

 

L’introduzione della terza gara sprint sarà la novità più radicale proposta dal Mondiale Superbike 2019. Jonathan Rea invoca l’introduzione del muletto, che nelle derivate dalla serie è vietato: per l’intero week end si può usare una sola moto, anche se i team hanno ha disposizione nel retrobox un esemplare già premontato che può essere punzonato solo nel caso di indisponibilità del mezzo. Quindi in nessun caso è come avere due moto a disposizione, pronte e perfettamente a punto…

Ad essere onesti, trovo che la gara sprint sia assolutamente catastrofica per noi piloti” afferma senza peli sulla lingua il quattro volte campione del Mondo. “Sono dell’avviso che il campionato mondiale Superbike doveva restare fedele alla  due gare. Cambiare questa lunga tradizione mi sembra una scelta molto strana. Ma c’è anche da dire che a noi piloti piace correre, adoriamo le sfide. Per cui, alla fine, tre gare invece di due non sarà la fine del mondo. La gara sprint sarà adrelinica, penso che potremmo usarla come preparazione aggiuntiva per la seconda gara Superbike”.

Ma Rea è piuttosto preoccupato di avere una sola moto a disposizione. “La gara sprint durerà pochi giri e bisognerà rischiare. Che succede se cado e la distruggo? Avere due moto a disposizione a questo punto diventerà fondamentale.”  Il promoter sul punto tace. Del resto non sono state ancora comunicate nè la lunghezza della gara sprint, tantomeno il sistema di punteggio che verrà adottato. E’ incredibile con quanta leggerezza siano gestite questioni di questa rilevanza.

 

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