Superbike, Jonathan Rea

Superbike: Coronavirus, Jonathan Rea lancia un appello

Jonathan Rea, campione Superbike, lancia un appello ai cittadini britannici per frenare la corsa del Coronavirus: "Seguite i consigli della autorità".

17 marzo 2020 - 14:20

Il cinque volte campione del mondo Superbike Jonathan Rea oltre un anno fa ha lasciato l’isola di Man per trasferirsi nel villaggio di Templepatrick, a pochi chilometri da Belfast. L’emergenza Coronavirus lo costringe a stare lontano dalle corse fino a data da destinarsi. Per il pilota Kawasaki si interrompe una stagione cruciale. Non solo per la corsa al sesto titolo iridato, ma soprattutto per una decisione sul futuro.

Jonathan Rea ha commentato il quadro generale della situazione sul sito ufficiale WorldSBK. “Questa volta è difficile per tutti, ma la  gravità di Covid-19 è più grande del nostro sport, quindi dobbiamo resistere insieme seguendo i consigli delle autorità. In questo momento la vita sta cambiando di giorno in giorno nel Regno Unito. Mi manca la mia squadra, mi manca essere in pista, ma mi manca di più correre. Continuerò ad allenarmi e prepararmi per la prossima gara – ha concluso il campione di Superbike -. Fino ad allora prego per le persone colpite, sia direttamente che indirettamente”.

L’EMERGENZA COVID-10 IN UK

Si prevede un lungo momento di pausa nello sport e di libertà limitate nella vita. Il governo inglese raccomanda di evitare contatti sociali per limitare la curva di crescita della diffusione del virus. Il primo ministro Boris Johnson ha chiesto di evitare di viaggiare e che intere famiglie dovrebbero rimanere in isolamento se una persona si ammala. Secondo un rapporto degli scienziati le persone dovrebbero cambiare drasticamente lo stile di vita per 18 mesi o più. Stamane però molti negozi e bar funzionano normalmente, attirando un flusso costante di clienti, dato che non c’è nessun obbligo di chiusura, al momento.

Nel Regno Unito si contano ad oggi 55 morti e oltre 1.500 contagiati, ma sono numeri destinati a crescere nei prossimi giorni. Il governo britannico si sta muovendo con un certo ritardo, ma lo specchio italiano obbliga a prendere misure più drastiche. Viceversa, secondo uno studio di scienziati affermati, il Coronavirus potrebbe colpire 260.000 persone. Ma alcune attività hanno reagito con rabbia all’avviso e chiedono una disposizione che obblighi alla chiusura per poter riscuotere i soldi dalle assicurazioni.

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