Superbike: intervista esclusiva a Massimo “Maio” Meregalli

Il team manager Yamaha Sterilgarda verso la MotoGP

15 settembre 2010 - 4:36

Non è stata una sorpresa trovarlo presso lo store Unionbike di Milano, lo scorso sabato, in occasione dell’evento promozionale di HJC Italia con ospite d’eccezione Ben Spies. Lui, Massimo Meregalli, per gli amici e i fan della Superbike “Maio”, ha un rapporto speciale con il pilota texano con il quale, da team manager del team interno Yamaha, ha vinto lo scorso anno il mondiale Superbike. Non è questa una casualità, anche alla luce delle indiscrezioni che vorrebbero l’ex pilota, dopo 10 anni di onorato servizio per l’azienda dei tre diapason, ricevere la promozione in MotoGP proprio per gestire “Texas Terror”.

Un sogno che potrebbe diventare realtà a breve, come da sua stessa ammissione, lui che a suo tempo aveva indicato ai vertici Yamaha proprio di seguire Spies, in quanto giovane pieno di talento con un futuro davanti a sé. BIKEracing.it ha avuto l’occasione di porgli qualche domanda, relativa a questa stagione e a quello che gli potrà riservare il 2011.

Nuova stagione, nuovi piloti per il team Yamaha Superbike, come giudichi la cosa?

“Il fatto che ci sia questo cambiamento di piloti significa che Yamaha vuole continuare sulla linea di portare avanti i piloti dalla Supersport in Superbike, e se possibile in MotoGP. Lo si è fatto con lui (Ben Spies) e con Cal (Crutchlow), e con (Eugene) Laverty probabilmente Yamaha tende a continuare questa filosofia. Marco è un pilota esperto, sa come si fa, ha ventotto anni ed è italiano, ho parlato con lui e ciò che cercavamo noi era lo stesso per lui. Mi ha detto che non voleva restare in MotoGP, ma di iniziare un mondiale con la possibilità di poter vincere il titolo, e dopo due incontri si è arrivati alla firma.”

Cosa non ha funzionato quest’anno, soprattutto a livello di moto?

“Sicuramente lo scorso anno Ben (Spies) ha guidato sopra qualche problema, e in qualche caso non ce lo ha evidenziato. Ad inizio anno quando James e Cal hanno svolto i test invernali erano molto veloci nei giri singoli, purtroppo non sono stati fatti dei long run ed il problema è uscito a in Australia, in occasione del primo round, dove dopo metà gara l’avevamo terminata.”

Abbiamo lavorato tantissimo sull’elettronica per renderla ideale, ed era questo il trucco di Ben (Spies): lui guidava talmente pulito nell’utilizzo del gas, che non aveva evidenziato questo problema. Si pensava che fosse dovuto al motore a scoppi irregolari, invece era tutta una questione del polso di Ben.!

“C’è da dire che Cal, che ha vinto due gare e ha fatto sei pole position, alla fine si sta adeguando e sta migliorando costantemente, però purtroppo i test invernali non sono stati tantissimi. Sono contento che lui vada in MotoGP, anche se penso che l’anno prossimo per lui sarebbe stato quello giusto (in Superbike).”

Cosa ci puoi dire riguardo ad un possibile tuo futuro in MotoGP?

“Ci sono buone probabilità che il passaggio avvenga, ancora la cosa non è stata confermata. Ho avuto due incontri, chiaramente gli ho dato la massima disponibilità e sto aspettando solo la Yamaha.”

Credi che l’indicazione sia arrivata proprio da Ben?

“Non penso sia arrivato da lui, alla fine è dieci anni che lavoro in Yamaha. Al massimo posso ritenere che sia arrivato da entrambe le parti.”

Come giudichi il rapporto tra voi due?

“Il rapporto tra me e lui è buonissimo, va oltre quello che è l’ambito professionale. Lo scorso anno è arrivato, alla prima esperienza fuori dall’America. Io ero la figura sempre presente quando aveva bisogno. Secondo me condividiamo la stessa passione e la voglia di far bene.”

Valerio Piccini

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