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Alvaro Bautista: “Dobbiamo pensare agli altri più che a noi stessi”

"Conta la vita umana, state a casa!" L'appello di Alvaro Bautista in questi giorni di quarantena. Con la speranza di tornare presto alla normalità.

20 marzo 2020 - 11:59

“È il momento della solidarietà.” Come tutti i suoi colleghi Superbike, Alvaro Bautista sta vivendo un momento particolare. Campionati fermi, l’emergenza coronavirus ormai un problema mondiale, la conseguente quarantena forzata per arginarne la diffusione. Gli allenamenti quindi sono ridotti al minimo in casa, adattandosi al meglio alla situazione attuale. Ma il WorldSBK ha disputato il primo round prima dello stop: una tappa difficile, ma che lo spagnolo giudica nel complesso positiva.

“Stiamo vivendo una situazione mai trovata prima” ha sottolineato Alvaro Bautista. “Questo virus colpisce di più le persone anziane e fragili, o chi ha già problemi pregressi. È il momento di pensare più agli altri che a noi stessi, di essere solidali. Speriamo che la situazione migliori presto e che non capiti più.” Per quanto riguarda gli allenamenti, “La routine è dimezzata. Ho una piccola palestra a casa, ma non posso fare nulla a livello tecnico. Ma cerco di essere positivo, passando anche questo tempo con la mia bambina.”

“Se non altro abbiamo iniziato il campionato” ha continuato. “Sapevamo che in Australia sarebbe stato difficile: moto e team sono nuovi, dobbiamo lavorare tanto. Nonostante una caduta sabato, abbiamo mostrato il potenziale che hanno la moto, la squadra e Honda. Abbiamo raccolto così molte informazioni per compiere i passi successivi. La pista però deve aspettare.” Non mancano i contatti costanti. “Ci scambiamo impressioni, cercando di andare più nel dettaglio. Il lavoro adesso continua così.”

Anche da lui arriva un forte messaggio ai tifosi e non. “L’aspetto più importante, ciò che conta di più adesso, è la vita umana. Rimanete a casa! Pensate agli altri! Speriamo anche che le persone ammalate guariscano e che le gare ricomincino: vorrebbe dire che la situazione sta tornando alla normalità.”

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