Superbike 2018: La rivoluzione parte così, tutti i dettagli del regolamento

Ecco quali saranno le principali novità introdotte dalle normative tecniche 2018. Niente sarà più come prima....

26 ottobre 2017 - 12:10

Avete letto il comunicato Dorna/FIM che annuncia la rivoluzione regolamentare della Superbike a partire dal 2018. Vi siete già resi conto che si tratta di una svolta copernicana e che da adesso niente sarà più come prima. Ma l’impressione iniziale è niente rispetto allo stupore che si prova spulciando le 57 pagine del regolamento completo redatto dal direttore tecnico Scott Smart (a sinistra) e dal direttore sportivo del Mondiale, Gregorio Lavilla (a destra). Qui l’intervista esclusiva con Luigi Dall’Igna, direttore generale Ducati Corse)

PARTI IN CONCESSIONE – E’ indicata una lista di otto componenti motore che ogni Costruttore deve rendere disponibili alle squadre private, che così avranno la possibilità di potenziare i loro propulsori adeguandoli a quelli dei top team. La lista comprende molle valvola, albero a camme, pignone dell’albero a camme, catena di distribuzione e altri pezzi di minore rilievo. Per ciascuno è indicato il prezzo imposto: l’albero a cammes, per esempio, dovrà essere commercializzato a 1000 €. E’ un prezzo quasi da concessionario…

PARTI APPROVATE – E’ una seconda lista comprendente  elementi per la ciclistica: per esempio il forcellone non potrà costare più di 10 mila euro, il link 1.500. Ogni costruttore deve mettere a disposizione questi pezzi entro un determinato limite di tempo, sotto il controllo del direttore tecnico del Mondiale. Anche per la ciclistica quindi le squadre private hanno garanzia di avere gli stessi identici componenti dei “factory”.

LIMITE GIRI MOTORE – Dalla prima gara 2018 vanno in vigore le soglie di limitatore così stabilite  dal direttore tecnico del Mondiale: Aprilia 14700 giri, BMW 14700, Ducati 12400, Honda 14300, Kawasaki 14100, MV Agusta 14700, Suzuki 14700, Yamaha 14700. In partenza quindi Kawasaki avrà 600 giri motore in meno rispetto alle concorrenti con lo stesso schema motore (quattro cilindri, 1000 cc di cilindrata). Nel precedente regolamento era indicato che le quattro cilindri non potessero superare i 15000 giri, mentre la Ducati doveva avere la linea rossa a 12700. E’ ipotizzabile che fossero entrambi a soglia, per cui il deficit imposto ad entrambe è sostanziale.

ALGORITMO – E’ la parte più fantasmagorica del regolamento. Per analizzare le prestazioni delle varie Marche in pista Dorna si avvarra di un algoritmo (fornito a Dorna da un’azienda partner non specificata…) che prenderà in esame: i tempi sul giro di ciascun pilota; velocità massime; numero di piloti per ciascuna marca;  prestazioni dei piloti per circuito, e nei round precedenti; risultati della gara; tempo totale della gara;  impatto delle variazioni del limitatore di giri;  trend dei risultati sulle performance del momento; aggiornamento delle parti in concessione.  Chiaro?

CONCESSION POINT – La possibilità di aggiornare motore e ciclistica verrà determinata dal sistema di “concession point” attribuiti a tutti i piloti in pista, solo nelle gare asciutte. Primo classificato: 3 punti; secondo due punti, terzo un punto. Nessun update tecnico (motore e ciclistica) verrà concesso nei tre round iniziali del Mondiale. Non andare sul podio dà il diritto al singolo Costruttore di elaborare tutte le moto in pista, con questi criteri:  “Qualsiasi produttore che raggiunge 9 o più punti in meno rispetto al  produttore con i punti di concessione più, potrà scegliere a propria discrezione per fare un aggiornamento delle parti di concessione durante la stagione. f. Ogni produttore che raggiunge 36 o più punti in meno rispetto al produttore con i punti di concessione più alla fine della stagione, può aggiornare le parti di concessione per la stagione successiva. g. FIM / DORNA si riserva il diritto di autorizzare, a propria discrezione, un ulteriore aggiornamento di parti di concessione durante la stagione per i nuovi produttori che entrano nella serie o per nuove omologazioni di biciclette con un nuovo design del motore. h. Se una macchina nuova omologata mantiene lo stesso design del motore ce il produttore non ha guadagnato un aggiornamento di concessione di stagione, allora la nuova macchina deve iniziare con la stessa specifica del motore come l’ultima stagione con le parti di concessione approvate. La decisione del direttore tecnico FIM Superbike sarà definitiva.  Le macchine considerate come nuove avranno approvato le loro parti entro il 31 dicembre per consentire la fornitura di parti alle squadre supportate per la prima gara. Almeno 3 gruppi di pezzi devono essere forniti alle squadre prima del 10 gennaio.”

 FILOSOGIA – Nel nuovo regolamento la dizione “factory team” è cancellata. In sostituzione verrà usata la dizione “reference team”. Questo è il succo: il regolamento è congegnato perchè nessun Costruttore abbia più interessa a correre in forma diretta in Superbike. Quindi la Kawasaki è pregata quanto prima di progettare il ritorno in MotoGP…

ESCLUSIVO Parla Luigi Dall’Igna: Con nuove regole Ducati rivedrà la strategia

Commento: Regolamentellum, non è più un Mondiale da squadre ufficiali

2 commenti

Katana05
8:10, 27 ottobre 2017

Perchè la Honda che è attualmente la moto più a corto di cavalli dello schieramento dovrebbe avere un handicap di 400 giri rispetto alle altre quadricilindriche?

marcogurrier_911
3:10, 26 ottobre 2017

Bye-Bye…non la guarderò più questo è certo

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