Sylvain Guintoli, SBK

Massimo Rivola giù duro: “SBK in direzione sbagliata, Ducati ha un motore MotoGP”

Massimo Rivola ipotizza un ritorno in SBK ma solo se cambieranno le regole. "Il campionato va in una direzione sbagliata. Ducati ha un motore MotoGP".

21 novembre 2019 - 19:18

Aprilia ha lasciato il Mondiale SBK alla fine del 2018 dopo tre titoli piloti, due con Max Biaggi (2010-12) e uno con Sylvain Guintoli (2014), nella foto d’apertura. Dal 2019 la casa di Noale ha deciso di puntare sulla MotoGP, lasciando Ducati unico costruttore italiano tra le derivate di serie. Nel 2019 la casa di Borgo Panigale ha adottato un motore V4 con grande successo, sfiorando il titolo iridato nell’ultimo campionato con Alvaro Bautista.

Per Aprilia un ritorno in Superbike è attualmente fuori discussione. “Dipende da come si stanno sviluppando le normative, abbiamo fermato il progetto RSV4 con 1.000 cc e ora facciamo affidamento sul motore 1.100“, ha dichiarato Massimo Rivola a ‘Motorsport-Total.com’. Secondo il direttore tecnico ex Formula 1 il campionato SBK non è su una buona strada. “Il campionato mondiale Superbike dovrebbe essere orientato alla produzione , quindi se abbiamo un motore da 1.100 dovremmo andare con esso. Ma non sono sicuro che sarebbe competitivo, perché la velocità del motore 1.100 è inferiore a quella del motore 1.000“.

Secondo Massimo Rivola i “cugini” Ducati si avvalgono di un motore sproporzionato per le derivate di serie. “La Ducati gira a 16.500 giri / min, questo è un motore MotoGP. Il nostro motore gira a 13.000 giri al minuto, quindi non saremmo competitivi, ma certamente abbiamo un buon potenziale. Se le regole lo consentono, penseremo al ritorno“. Ma servirebbero delle modifiche all’attuale formato: “Il campionato mondiale Superbike si presenta come un’alternativa alla MotoGP. A mio avviso una Superbike dovrebbe essere una macchina Superstock che porta solo il nome Superbike, perché suona bene, il campionato Superstock è stato comunque sepolto“.

Inoltre il manager preferirebbe gare più lunghe. “Dovrebbero essere gare a lunga distanza, in cui gli spettatori vedono l’affidabilità delle motociclette. Per le gare sprint abbiamo la MotoGP, che è la classe regina. Se abbiamo moto vicine alla produzione che girano a 16.500 giri al minuto e il motore deve essere cambiato ogni 1.500 chilometri… Non vendi molte di queste moto, forse 100 per conducenti professionisti o persone ricche. Perciò – ha concluso Rivola – penso che stia andando nella direzione sbagliata“.

8 commenti

vantonell_14521264
15:16, 22 novembre 2019

Se il motore della RSV4 attuale non va più bene, una soluzione c’é: basta progettarne uno nuovo. In Ducati, dal 2007, hanno tirato fuori il Testastretta Evoluzione, il Superquadro ed il Desmosedici Stradale, tutte unità fortemente diverse tra loro. Perché se si vuole essere competitivi in SBK, che é un mondiale, non si può sperare di continuare con lo stesso progetto rimaneggiato per una vita. Ci vogliono i soldi, poche chiacchiere. Specie se si vuole competere anche in GP. E mi pare evidente che Aprilia, in questo momento, già abbia le sue grane per portare in alto la RS-GP.

Per la cilindrata 1100, considerato dove sta andando il mercato, potrebbe non essere una brutta idea. A patto che si partecipi tutti con il 1100. Complicare il BoP pure a pari frazionamento anche no …

gallotti._10419204
9:35, 22 novembre 2019

Il Kawa di Rea gira a 2000 giri meno di Ducati, eppure vince alla grande . Quella di Aprilia mi sembra la storia della volpe e l’uva . Sanno di non essere in grado di fare una Sbk e si inventano qualche scusa .Normale italico modus operandi.

    marcogurrier_911
    9:41, 22 novembre 2019

    Non ne sono in grado…..? Siete sicuro….?
    Io invece condivido il suo discorso come filosofia, passo indietro come tecnologia e non replicare la classe alta del moto mondiale, più formula gara come mini endurance, e spettacolo puro sia….

      Ringhietto
      10:31, 22 novembre 2019

      La verità è che il regolamento SBK fa acqua dovunque…nessuno ci vuole mettere veramente mano e, con un colpo di spugna, riposrtare tutto alla vera essenza di questa categoria: moto da concessionario, senza specchietti, frecce e portatarga con gomme slick (ovvero la meravigliosa stock). A quel punto non ci sarebbero alibi per nessuno e i costi calerebbero.
      Molti dicono che così le case non investirebbero…ne siamo davvero sicuri?

fabu
9:13, 22 novembre 2019

quest’anno la dimostrazione è stata che anche con un motore MotoGP il mondiale non lo vinci.

terminuses_14498217
7:52, 22 novembre 2019

Rivola da quando è in Aprilia è capace solo di criticare gli altri (specie Ducati) vds il reclamo ad inizio stagione per il “cucchiaio” nel sottocarena. Forse farebbe meglio ad occuparsi di Aprilia, che dopo il suo arrivo non ha fatto passi avanti significativi

ducatone88_14520418
21:03, 21 novembre 2019

Il signor Rivola ci dovrebbe spiegare la differenza fra un motore che gira a 13500 giri e con oltre 200 CV da uno che gira a 16500 nel campo commerciale o di serie che dir si voglia. Quante moto supersportive vengono vendute? Ormai sono mezzi anacronistici su strada, sono solo una dimostrazione di cosa possono fare le case costruttrici, quindi ben venga la Ducati, così come finalmente la Honda!!

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