Kohta Nozane

Kohta Nozane e l’eredità di Norifumi Abe

Kohta Nozane esordirà nel Mondiale Superbike 2021 con GRT Yamaha: il pupillo della casa dei Tre Diapason con una storia particolare legata a Norick Abe.

12 ottobre 2020 - 14:23

Ci sono due aspetti che saltano all’occhio scrutando Kohta Nozane in pista. Il suo inconfondibile stile di guida, particolarmente aggressivo, con quella prerogativa da “gomito a terra” derivante da una formazione con moto da Gran Premio, ma c’è di più. Il suo casco non riprende soltanto estetica, colori e grafiche del compianto Norifumi Abe. Di “Norick” porta avanti la sua eredità, con la benedizione della famiglia e della stessa Yamaha che ha deciso, dopo anni di formazione agonistica tra Europa e Giappone, di promuoverlo a tempo pieno nel World Superbike con il team GRT per la stagione 2021.

PUPILLO YAMAHA

Non deve pertanto sorprendere se Kohta Nozane rientrerà nei programmi sportivi Yamaha per il Mondiale Superbike. Da 8 stagioni a questa parte l’originario di Chiba, classe 1995, viene visto come il miglior prospetto formato “in casa” dall’azienda. Dalla defunta J-GP2, la Moto2 dell’All Japan, alla top class JSB1000 Superbike passando per un’esperienza nel Mondiale Endurance ed il ruolo da tester MotoGP, Nozane è di fatto rimasto sempre legato alla casa dei Tre Diapason. Un percorso di crescita che ha sortito gli effetti sperati, formando un pilota che, auspicano i vertici di Iwata, possa riportare il Sol Levante nelle posizioni che contano del Mondiale Superbike.

DAI GP ALLE DERIVATE

Per arrivare a traguardo Nozane, dopo gli esordi nella J-GP3 (125cc 2 tempi/250cc 4 tempi) con il nono posto generale nella stagione 2010, è dovuto passare per l’All Japan J-GP2 prima di esordire nella JSB1000 a partire dalla stagione 2014. Da pilota “supportato” dalla casa madre, Kohta è ben presto diventato “ufficiale“, tanto da guadagnarsi nel 2016 un doppio premio: il ruolo di collaudatore del progetto Yamaha M1 MotoGP ed una “borsa studio” per correre nel Mondiale Endurance FIM EWC con la YART. Prima di fare della R1 nelle varie specifiche la “sua” moto, il talento All Japan ha marcato anche 4 presenze nel Mondiale Moto2: debutto a Motegi 2011 con una FTR del team SAG, apparizioni con il team JiR nel 2013 fino a Valencia per poi decidere di far ritorno in madrepatria per ragioni strettamente personali.

TEAM NORICK

La particolarità di Kohta Nozane risale proprio a quel periodo quando correva nell’All Japan J-GP2 con la sperimentale YZW-N6 del Webike Team Norick Yamaha. Lo dice la denominazione stessa: si tratta della squadra intitolata al compianto Norifumi “Norick” Abe, gestita proprio dal papà Mitsuo. Per questo, tuttora, Nozane corre con un casco ispirato ai colori dell’ex protagonista del Mondiale 500cc, portando avanti la sua eredità in questi anni, titolo nazionale J-GP2 2013 compreso.

Nozane ai tempi del Team Norick

Con il Team Norick ha esordito anche nell’All Japan Superbike 2014, passando all’investitura di pilota Factory dal 2015. Una crescita con Yamaha che ha riposto fiducia ed investimenti in lui, garantendogli dal 2016 il ruolo di collaudatore MotoGP con persino il Gran Premio di Motegi 2017 disputato con il team Tech 3, senza sfigurare nelle prove.

DALL’EUROPA AL GIAPPONE E RITORNO

Per Kohta Nozane l’approdo al World Superbike sarà il suo “second coming” nel Vecchio Continente. Nel 2017, con “borsa studio” Yamaha, corse nel FIM EWC con la YART, ben figurando in questa realtà in termini di approccio e di riferimenti cronometrici. A fine 2017, dopo un Bol d’Or conclusosi anzitempo con un rovinoso highside, l’azienda decise di riportare il nativo di Chiba in madrepatria per due ragioni: impiegarlo a tempo pieno per i collaudi MotoGP e, nel contempo, costruire il “dopo-Nakasuga” nell’All Japan Superbike. Un triennio dove si è avvicinato come performance al Re del motociclismo giapponese (9 titoli JSB1000 in carriera), arrivando a batterlo quest’anno. Con ancora i round di Motegi e Suzuka da disputare, Nozane comanda la classifica, arrivando persino allo scontro con Nakasuga nell’ultimo round di Autopolis con un discusso contatto in Gara 2.

Nozane leader dell’All Japan Superbike

L’aggressività, come detto, non gli manca. L’eredità di una leggenda del motociclismo giapponese neppure, così come il supporto della casa madre ed un’esperienza polivalente maturata nel corso degli anni. Per Kohta non sarà facile, considerando che per lui sarà tutto nuovo (o quasi). Campionato, circuiti, pneumatici (con le Pirelli corse soltanto alla 8 ore di Suzuka 2016), R1 in configurazione WSB. Con questa storia e con una simile eredità sulle spalle, se non altro si presenterà con un bel biglietto da visita. Oltretutto, con una missione: realizzare il sogno di suo padre Kenji, scomparso nel dicembre 2013, proprio quando Kohta stava vivendo la prima esperienza mondiale in Moto2. Correre stabilmente in Europa è sempre stato il primo desiderio di Kenji Nozane: vedere Kohta sul podio, il secondo…

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