Superbike, Eugene Laverty

Laverty e Sykes non si scoprono, BMW sei sulla buona strada?

I piloti del gigante tedesco hanno chiuso a oltre tre secondi da Jonathan Rea. "Ho fatto il test rider" ha commentato Eugene Laverty. Portimao è l'ora della verità

25 gennaio 2020 - 9:10

Il tempaccio di Jerez ha rovinato i piani dei team Superbike ma ha alleggerito il fardello dei piloti. In condizioni di pista mutevoli è ovvio che i tempi abbiano avuto poco senso, per cui tutti hanno potuto affermare  che “la classifica non mi interessava“. A Portimao, domenica e lunedi, si prevedono due giornate asciutte, per cui avremo modo di tirare le prime somme. E chi si troverà in ritardo, non avrà più scuse. E’ il caso della coppia BMW Motorrad, che in Spagna è rimasta molto al coperto, impegnandosi in un incessante lavoro sulla nuova elettronica approntata dai tecnici bavaresi. Ricordiamo che la Marca dell’elica adotta un sistema proprietario, e non la centralina Marelli come le concorrenti. “Mi sono calato nei panni del test rider“, ha fatto notare Eugene Laverty. Da domani sarà tempo di spingere forte.

BMW, SEI SULLA BUONA STRADA?

Per quello che vale, nella classifica finale delle due giornate di collaudi Superbike a Jerez, Eugene Laverty è appena 19°, con un passivo di 3″5 da Jonathan Rea. L’irlandese però non era in pista nel momento migliore, quando la traiettoria era quasi asciutta. Stesso discorso per Tom Sykes, 11° a 3″ dalla vetta. “I tempi non dicono niente, in Andalusia ho fatto il test rider, concentrandomi sulla verifica della nuova elettronica e altri piccoli particolari” mette le mani avanti Eugene Laverty. “Rispetto alla precedente uscita (lo scorso novembre, sempre a Jerez, ndr) siamo decisamente più avanti. Adesso a Portimao tireremo un pò le somme”. 

“ABBIAMO FATTO UN BUON LAVORO”

Tom Sykes sfoggia ottimismo. “Abbiamo lavorato molto bene, non solo sull’elettronica ma anche su alcune piccole migliorie di telaio. La pioggia, in un certo senso, ci ha dato una mano, perchè abbiamo potuto sperimentare in condizioni molto difficili i nuovi controlli software. Certo, non ho mai guardato la classifica. La pista cambiava ogni 20 minuti, avrei potuto rischiare di più per scalare le posizioni, ma non avrebbe avuto senso.” Arrivederci a Portimao.

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