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Jonathan Rea: “La Ducati non ha punti deboli”

Jonathan Rea non si illude, contro il binomio Ducati-Bautista sarà durissima anche sui tracciati che lui considerava favorevoli

14 aprile 2019 - 21:10

Jonathan Rea contava molto sul fattore Assen. Era convinto che fosse la pista ideale per attaccare a fondo Alvaro Bautista e magari cambiare l’inerzia del Mondiale. Invece, a conti fatti, è riuscito a compiere solo sei giri su quarantadue al comando del gruppo. Il recupero dalla terza fila in appena tre curve è stato portentoso, e il sorpasso su Alvaro Bautista alla curva quattro da campione. Ma quando lo spagnolo ne ha avuto abbastanza, ha rimesso la testa davanti e il confronto è finito lì (qui cronaca e classifica)

“HO FATTO IL MASSIMO POSSIBILE”

Oltre un anno fa, durante i test di Jerez, dopo aver compiuto qualche giorno dietro il tester Lorenzo Zanetti, Jonathan Rea disse: “Contro questa Ducati non avremo alcuna possibilità”. Forse neanche l’ex Cannibale immaginava quanto ci avesse visto giusto. “Non hanno punti deboli, andranno forte su tutte le piste” ha spiegato dopo la doppia sfida di Assen. “Non è solo questione di velocità massima, ma anche di accelerazione. In alcuni punti della pista ero più veloce di Alvaro, ma in altri non c’era alcuna possibilità. Sento di aver portato la Kawasaki al massimo del risultato possibile.

“LE GOMME SONO CALATE DI COLPO”

Rea è partito in entrambe le gare con la posteriore C, la più dura, mentre Bautista ha fatto la differenza con la A, la più soffice. Lowes e van der Mark in gara 1 hanno fatto la stessa scelta di Rea, nella seconda sono andati sulla A e hanno aumentato il ritmo. “Le gomme si sono comportate bene, avevo aderenza nonostante il freddo ma in gara 2 ho perso molto grip”. Finchè non è finito nelle grinfie di van der Mark.

 

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