Andrea Dosoli, Yamaha

Superbike: “Il vantaggio Ducati non sono i giri, ma la special stradale”

Ducati, troppo vantaggio? Per Andrea Dosoli, responsabile racing di Yamaha Europa, il problema non sono i giri motore, ma il costo della versione stradale

21 febbraio 2019 - 7:17

Non siamo ancora partiti e già impazzano le discussioni sul regolamento Superbike. Il tema del momento è  tabella di giri motore, che concede alla Ducati Panigale di spingersi fino a 16.350, cioè  16.480 considerando anche il 3% permesso per fuorigiri innescati da sfollate. Per almeno tre round la V4R avrà 1751 giri di vantaggio nei confronti della Kawasaki a parità di configurazione quattro cilindri. Okay, si tratta di propulsori con picchi di potenza diversi, progettati con concetti diversi. Ma il divario è notevole ed è strano che non ci sia omogeneità di vedute fra regolamento Mondiale e altre serie internazionali: nel BSB, per dire, la Ducati è limitata a 16.000. “In Ducati hanno interpretato il regolamento, non è quello il problema” sottolinea Andrea Dosoli, responsabile delle attività racing di Yamaha Europa. “Il discorso è più ampio. Se la base delle regole sono le caratteristiche  della moto stradale, com’è possibile non considerare la differenza di prezzo fra  veicoli che in concessionario costano 20 mila € contro la Ducati che è venduta al doppio del prezzo?

La Ducati V4R fa paura

La Panigale V4 in versione R è diversa dalla standard, è una moto progettata per vincere in Superbike. Bisognerebbe considerare limitazioni strutturate in base al costo al pubblico” continua Dosoli. “Che so, una cosa tot giri motore in meno ogni mille euro di prezzo in più. Così ci sarebbe vero bilanciamento. Un regolamento di questo tipo terrebbe a bada la corsa alle superprestazioni, e ai relativi costi, che rischia di scatenarsi.”

Timore impennata di costi 

L’arrivo della Ducati  V4R e il contemporaneo ritorno sulla scena della Honda HRC fa temere una corsa agli armamenti generalizzata. Con il regolamento attuale, Honda potrebbe decidere di commercializzare la replica stradale della RC213V e alzare ulteriormente l’asticella. “Il controllo dei costi è la chiave del successo della Superbike” continua Dosoli.

 

7 commenti

l.zecchin_417
10:13, 27 febbraio 2019

Se ha DORA piace moto ugulae per tutti e costi bassi deve rivolgersi ai campionati motomarca non organizzare un mondiale sbk nessun costruttore è disposto ad investire milioni di €uro per far andare piano la sua moto in una competizione mondiale
il mondo è pieno di campionati monomarca bellissimi….
tra l’altro sino ad ora si è limitata sempre la capacita’ del motorista e mai quella del telaista una moto è un compromesso tra telaio e motore e quando si cerca di limitare le performance si agisce sempre su quest’ultimo pxè è piu’ semplice…. o lasci tutto libero. o corri con moto di serie tutte uguali l’importante che sia messa in chiaro sta’ cosa

l.zecchin_417
10:07, 27 febbraio 2019

Ha piu’ riprese Ducati ha chiesto un cambio regolamentare sul regolamento bicilindrici passaggio da 1200 a 1300 senza strozzature mai concesso motovo per cui Harley e KTM grandi competitors non sono entrati nel mondiale KTM ha anche vinto nel campionato IDM battendo di fatto BMW sul campo ma solo su piste guidate Ducati era gia’ presente nel campionato e per storicita’ e per motivi commerciali ha accettato dei compromessi tecnici pur di restare non dimentichiamo che ad inizio erano avantaggitai dal regolamento quando si correva con le 750 4 cilindri era loro concessa la cilindrata sino a 1000 e 25 kg di peso 165 contro 140 li’ erano ingiustamente avantaggiati ma questo gap è stato girato in negativo quando si è decisi di correre con i 1000 4 cil addiritura i primi anni a pari cilindrata ricordate le prime 999 ? …. il resto è storia .

l.zecchin_417
9:43, 27 febbraio 2019

Nessuno a parita’ di configurazione tecnica è mai risucito a costruire una moto piu’ veloce in rettilineo di una Ducati e in MotoGP ne sanno qualcosa i costruttori Jap quando corri contro ducati devi mettere in preventivo di perdere dai 2/3 decimi al giro sino a 1/2 secondo causa motore e recuperare in frenata e percorrenza curva il tempo perso altrimenti ti rassegni a perdere .
La verita’ e che finche Ducati che chiaramente fa’ paura a tutti correva in configurazione strozzata era tutti contenti ora piangono col senno di poi si poteva concedre un 1300 aperto anziche un 1200 strozzato e si limitavano i danni ora è tardi con un V4 made in Borgo Panigale ti diverti poco…… ora tutti ad arrampicarsi sugli specchi… poi che il regolamento SBK faccia acqua è un dato di fatto

l.zecchin_417
9:31, 27 febbraio 2019

Chiaramente tira l’acqua al suo mulino senza considerare il fatto che la R1 top costa quasi quanto Ducati ma il tetto del prezzo iniziale è una cacata una moderna SBK costa finita 250mila €
che ne spendi 40+210 o 20+230 cosa cambia la Ducati motoristicamente parlando è uguale alle altre ha solo un rapporto corsa alesaggio al limite del regolamento cosa per altro limitativa la sua omonima del 2007 aveva pistoni da 86mm e corsa da 600 SS quella si che era estrema i costi … fanno riddere R7 e RC 45 ?? mha il problema è che finche ‘ correvano con dei bicilindrici sottodimensionati e strozzati all’aspirazione andava bene a tutti … in 10 anni non ho mai sentito REA dichiarare che sul rettilineo di Monza una Panigale in configurazione SBK era piu’ lenta di una BMW stock. alla prima gara persa piu’ per meriti del pilota che della moto è gia’ a piangere

eduardo
15:40, 21 febbraio 2019

Mi gratifica aver dato cenni gia’ dal giorno della presentazione della V4 sulla sua “biodiversita”, tecnicamente parlando.
L’asticella del prezzo una volta limitato ora portato ai 40.000 lo ritengo lecito solo se il numero dei pezzi venduti ha una regolamentazione coerente con la produzione di serie (500 esemplari sono molto pochi).
La dichiarazione di Dosoli ovviamente e’ di parte in quanto la Yamaha R1 ha sfoggiato dal primo giorno tecnologie da M1 e non ha certo fatto un figurone . Il costo della V4 e’ come al solito alto come tutte le Ducati si basato sulla tecnica ma anche per leggi di mercato sul gradimento da parte dell’utenza .Succedeva questo anche quando sono arrivate le prime bic. omologate per corse, costavano il doppio di una JAP o quasi.
Valutando i test di Philip Island a Dosoli bisogna rispondere con i risultati di BMW new entry e che costa 5.500 euro meno della R1.

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