Alvaro Bautista

Alvaro Bautista: “Vincere con la Ducati sembra facile, ma non è”

8 settembre 2019 - 18:07

Alvaro Bautista dopo il podio di gara 2 (qui cronaca e risultati) parla a ruota libera. Di quanto ha sofferto tre mesi senza vincere, della velocità in rettilineo della Ducati che nel misto invece ha ancora parecchi problemi. Dopo la festa per la prima vittoria da separato in casa, ha tirato le orecchie alla Marca che lascerà fra tre round. “Da inizio stagione non ci sono stati aggiornamenti.” Poi, fra una frase e l’altra, ha confermato che nel 2020 sarà ancora in Superbike. Con chi (la Honda) sarà ufficiale nei prossimi giorni.

“Mi dispiace aver buttato alle ortiche la Superpole Race. Alla prima curva sono stato troppo interno, così mi hanno sfilato in parecchi con la traiettoria più veloce. Anche in gara 2 sono partito così così, la moto si è impennata e ho perso un pò di tempo. Avevo un buon ritmo ma temevo che la spalla non avrebbe retto, nella gara corta avevo consumato l’ottanta per cento delle energie…”

La spalla sinistra ha retto bene?

“Quando sono arrivato dietro alle Kawasaki mi sono reso conto di averne di più. Ho sentito che non avevo male, così ho cercato di prendere più vantaggio che potevo. Rea però non ha mollato, è rimasto lì e io temevo di restare senza forza. Infatti è successo.”

Però hai vinto…

“Un attimo dopo aver tagliato il traguardo ho perso completamente le forze. Ero completamente distrutto. Anche le gomme erano andate negli ultimi giri. Io e la Ducati non ne avevamo più, ma abbiamo resistito. Sono molto felice, era parecchio tempo che non vincevo (da Misano, giugno scorso, ndr) e ci voleva.

La Ducati super veloce quanto ti ha aiutato?

La gente vede le gare in TV e pensa: “Bautista guida un missile!” ma le cose non stanno proprio così. A Portimao c’è un solo rettilineo, e quindici curve. Lì bisogna guidare, e la Ducati nel misto non va ancora come sarebbe auspicabile. Si muove molto, non è molto stabile, neanche la trazione è perfetta. Nel misto era veramente difficile tenere testa agli altri”. 

 Niente passi avanti da inizio stagione? 

“No, qui ho vinto con la stessa Ducati che avevo in Australia. Io e Chaz Davies dai test invernali stiamo chiedendo più o meno le stesse cose, cioè maggiore stabilità. Ma non sono arrivate ancora evoluzioni tali per fare la svolta. Sappiamo quale sia il problema, ma ancora non è stato risolto.” 

Perchè? 

“Non lo so. Quando vinci, va tutto bene. In realtà abbiamo vinto su piste veloci, che ci sono congeniali. Su quelle meno adatte, più guidate, siamo andati in crisi. Ducati sa qual è il problema, ma non abbiamo ricevuto aggiornamenti. Andiamo a tentativi con il set up, ma se guadagniamo da una parte perdiamo dall’altra.”

Nel 2020 avrai un’altra  moto da sviluppare…

“Si, però quest’anno era tutto nuovo: circuiti, moto, gomme. Nel 2020 partirò da altre basi, almeno circuiti e gomme le conosco bene. Saprete tutto dopo il GP Aragon della MotoGP.” 

Ma rispondendo così ha implicitamente confermato che resterà in Superbike. Con la Honda, chi altri?

 

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