Valentino Rossi: “La mia carriera inizia con le quattro ruote”

Valentino Rossi inizia a correre con i kart a 6 anni, poi il passaggio sulle minimoto per motivi economici. Le gare endurance sono il suo futuro.

24 dicembre 2019 - 1:27

Prima di partire per il Messico Valentino Rossi ci ha lasciati con il podio della 12 Ore del Golfo. Un’esperienza che ha sicuramente lasciato il segno e che presto vedremo ripetersi più spesso, al volante di una Ferrari V8 da 500 CV. E quasi sicuramente con il team elvetico Kessel, che in passato ha accompagnato il Dottore in esperienze più o meno simili. La pausa invernale della MotoGP è servita soprattutto per sondare il futuro al campione di Tavullia: “Dicembre è il mese per poter guidare le macchine. Abbiamo corso con questa macchina un po’ di tempo fa, però questa era una gara diversa, molto lunga“.

Dopo un breve test a Misano con la Ferrari 488 GT3 Valentino Rossi ha iniziato subito con qualche giro nel giorno precedente le prime prove libere. “Quando sono entrato in pista per il primo run mi sono girato quattro volte – ha raccontato a Sky Sport MotoGP -. La macchina ha meno grip soprattutto al posteriore. Ti parte il culo e ti giri. Poi abbiamo preso le misure“. In poco tempo la stoffa del campione ‘racing’ è venuta fuori. “Esperienza bellissima, chiusa con la ciliegina sulla torta. Primi di categoria, ma soprattutto terzi over all, contro piloti veri“.

VALENTINO PREDESTINATO PER LE QUATTRO RUOTE

Il destino del Dottore sembra scritto sin dai tempi dell’infanzia. Forse non tutti anno che le sue prime esperienze in pista sono avvenute con le quattro ruote. “Graziano era un pilota di moto, poi ha avuto un incidente grave ed è diventato pilota di macchine. Quando io avevo 6 anni lui correva con le macchine e lui aveva paura di farmi correre con le moto. Ha avuto una carriera con molti infortuni, è caduto un sacco di volte, si è fatto male… Quindi io all’inizio ho iniziato come un kartista“.

Ad un certo punto Valentino Rossi doveva compiere il salto di qualità, ma le condizioni economiche non lo hanno permesso. “All’età di dieci anni dovevo fare il salto di categoria, dovevo correre con i 100 e servivano molti soldi. Graziano mi ha detto ‘Non ce li abbiamo’ e quindi nello stesso momento sono arrivate le minimoto in Italia e sono andato a girare, mi piaceva molto… è stato un po’ il destino. Con le macchine mi trovo bene, vado abbastanza forte, anche se con le moto un po’ meglio“.

IL FUTURO DEL DOTTORE NELL’ENDURANCE

Nei primi mesi del 2020 dovrà prendere una decisione e molto dipenderà dai primi giri in sella alla Yamaha M1 2020. A cominciare dai test di Sepang e Losail, quando potrà capire se sul giro secco avrà risolto parte dei suoi problemi. E su questo dovrà fare affidamento anche sul nuovo capotecnico David Munoz. In caso di responso negativo potrà dare il via ad un nuovo capitolo della sua leggendaria carriera. “Non è casuale, ho sempre speso tempo della mia vita per andare forte con le macchine. Mi sono sempre allenato, ho provato un sacco di macchine da corsa. Nella mia testa ho sempre avuto l’idea di proseguire con le macchine una volta finito con le moto. Sono già vecchio anche per le macchine, ma stai seduto, bello legato, quindi qualche altro anno ce l’ho. Questa è la categoria giusta – ha concluso Valentino Rossi -. Le gare di endurance mi sono sempre piaciute, quindi mi piacerebbe fare qualche anno di buon livello in macchina“.

1 commento

marcogurrier_911
9:16, 25 dicembre 2019

Sembra voler trovate un nesso con il passato, e va bene, “a tutti i costi”. Provi almeno prima le gare lunghe a due ruote che sono ancora più belle di quelle a 4….se poi si avvera uno sviluppo forte de mondiale come si parla tra L altro qui….

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