4 Luglio 2022

Papà ai box? Davide Bulega “Se non interferisce, sì tutta la vita!”

Il rapporto genitori-figli è un tema delicato. Davide Bulega, papà di Nicolò, ci racconta la sua esperienza di babbo da corsa

Superbike; Davide Bulega

Si dice che fare il genitore sia il mestiere più difficile del mondo. Bisogna sempre trovare il giusto equilibrio: mai troppo vicini, mai troppo lontani. A Misano, alla gara GT, abbiamo incontrato Graziano Rossi, emozionato per la gara di auto di Valentino. Spesso si vede Vito Bezzecchi in griglia alle gare di MotoGP, è presente nel paddock la famiglia di Bagnaia, il padre dei fratelli Marquez, quello di Gardner, di Bastianini e di altri ancora.

Ci sono però anche tanti genitori che per varie ragioni non seguono i loro figli alle gare. Ne parliamo in esclusiva con Davide Bulega, padre di Nicolò.

Davide Bulega, sei un ex pilota ed un ex team manager. Hai trasmesso tu la passione a Nicolò? 
“Direi proprio di si. Quando Nicolò è nato io correvo ancora, a 5 mesi lo portai in Australia e in Giappone, fece tutto il campionato che non aveva ancora un anno. Poi quando ho aperto via mia squadra Lightspeed nel mondiale Supersport, Nicolò era, insieme ai figli di Haga la mascotte del paddock. Ricordo che non poteva stare nei box perché il regolamento lo vietava, ma lui sbucava da tutti i buchi pur di ascoltare i miei piloti che parlavano con i tecnici o con me. A 4 anni la prima minimoto, fino ad arrivare ad oggi: praticamente ha 22 anni di età e 18 di esperienza”.

Lo hai seguito da vicino per anni?
“L’ho sempre seguito, mai mancato neppure ad un allenamento fino a 2 anni fa”.

Lo segui ancora?
“Purtroppo per lui no”.

Che rapporto hai con tuo figlio oggi? 
“Abbiamo avuto dei problemi familiari che ci hanno allontanato, evidentemente anche con la complicità di spinte esterne. Ora lui è autonomo, io non gli chiedo mai nulla, sa dove abito e quando ha voglia di mangiare con me un piatto di pasta io mi faccio trovare sempre pronto. Se mi chiede qualsiasi cosa e se posso lo faccio, altrimenti fa da solo”.

Come vivi le gare di tuo figlio oggi? 
“Alla TV, come un semplice appassionato. A Misano ero in tribuna e giravo per la mia attività nel paddock ma non ci siamo visti”.

Un genitore può essere un buon manager di proprio figlio? 
“Si, ma solo se il genitore in questione ha esperienze nell’ambiente. Nel mio caso ad esempio ho corso, ho avuto un team e ho gestito la sua carriera fino a portarlo in Moto2 e sempre con degli ingaggi molto interessanti. Se fai dell’altro è più difficile secondo me. Lì sta al genitore capire di affidarsi a dei professionisti o se fare da soli con inevitabili maggiori difficoltà”.

Secondo te che stagione sta facendo quest’anno Nicolò Bulega?
“E’ l’unica Ducati spesso a podio quindi secondo me sta facendo il suo dovere bene”. 

Genitori nei box o fuori dai box?  
“Se il genitore non interferisce nei programmi tecnico – organizzativi del team: dentro il box tutta la vita!! I team manager devono capire che se possono istaurare un rapporto intelligente anche con i genitori e/o accompagnatori, il pilota rende di più”. 

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