Nuovi progetti nel 2018 per il programma Dorna British Talent

Il progetto voluto fortemente da Dorna, oltre all'impegno nel Mondiale Moto3 (con McPhee) e nel British Talent Cup, si espande anche nel CEV Moto3, puntando su Booth-Amos e Nesbitt.

28 ottobre 2017 - 9:55

Il progetto creato da Dorna per il supporto di giovani talenti britannici continuerà anche nel 2018: oltre al debutto di 22 giovani piloti nel British Talent Cup, che prenderà il via a partire dalla prossima stagione, Dorna e MotoGP continueranno a investire con l’obiettivo di offrire il necessario appoggio ai piloti anche in altri campionati, con l’obiettivo di portare i ragazzi un giorno all’esordio nel Motomondiale.

Un esempio è John McPhee, pilota di esperienza in azione quest’anno nella categoria Moto3 nel Campionato del Mondo MotoGP™ con l’esordiente British Talent Team, momentaneamente settimo in classifica iridata grazie ai tre podi conquistati nella prima parte di stagione: in seguito al suo spostamento nel team CIP per la prossima stagione riceverà supporto diretto da Dorna, in modo da garantire la permanenza del pilota scozzese nel Motomondiale, mentre il British Talent Team verrà rivalutato in futuro.

Il programma legato all’investimento sui talenti britannici però non si ferma qui, perché nel 2018 si guarda anche ad altri campionati. Tom Booth-Amos, Campione BSB Motostar quest’anno e wild card nel Mondiale Moto3 in occasione della tappa a Silverstone, esordirà l’anno prossimo nel FIM CEV Repsol Moto3™ Junior World Championship con una squadra supportata da Dorna: si tratta di un investimento chiave nel biennio 2018-2019 e si punta a favorire la sua crescita come pilota.

Non sarà l’unico pilota da tenere d’occhio da parte del progetto British Talent in questo campionato: verrà garantita la presenza anche di Charlie Nesbitt, Campione BSB Motostar nel 2016 e che continua a mostrare segni di miglioramento nel CEV Moto3 grazie anche ai punti conquistati in alcune gare. Come accennato, l’obiettivo di Dorna è quindi di continuare sempre di più ad allargare questo progetto in modo da creare una categoria di giovani talenti britannici, con un occhio al futuro del Campionato del Mondo MotoGP™.

8 commenti

l.zecchin_417
10:03, 14 marzo 2017

Buonagiornata Paolo. bene andiamo per ordine Kawa investe e non corre GP
quindi è ufficiale in SBK ma Ducati dal punto di vista agonistico è superiore hanno entrambe corso in GP Ducati ha vinto Kawasaki ha fatto podi.. detto questo Ducati corre menomata di due cilindri hanno chiesto
100 cc la federaione ha negato hanno paura dello strapotere Bolognese
e perdipiu’ corrono con le strozzature basta guardare quanto perdeva Davies da Torres con BMW in rettilineo durante l’accelerazione
A piu’ riprese KTM e Harley hanno chiesto di correre con twin 1300 liberi
dopo il no’ della Dorna hanno preferito non correre KTM si è riversata in tutte e tre le categorie GP Harley aveva interessi commercili a fare la sola SBK. Per Ducati è diverso sono gli unici a vendere moto stradali nel mercato Premium anche in piena crisi economica quindi al di la’ del regolamento hanno comunque interesse a restare…..
detto questo nulla toglie che Rea sian un buon pilota ma non imbattibile ricordiamo a tutti che in GP con una Honda Buona non è andato oltre 8° posizione….

l.zecchin_417
6:03, 14 marzo 2017

Ponetevi solo un dubbio per regolamento in GP il limite di alesaggio è 81 mm e nessun costruttore si sognerebbe di costruire un propulsore con meno.
La kawasaki che domina in sbk ha pistoni da 76 tutt’altro che un motore estremo anzi… senza considerare la maggior affidabilita’ intrinseca nell’usare una corsa piu’ corta…
Facile non ne hanno bisogno pxè il regolamento in questo particolare periodo favorisce chi costruisce moto plurifrazionate.

trompe6_825
1:03, 14 marzo 2017

La vera forza di Rea è che sbaglia pochissimo a differenza dei suoi rivali che sono altrettanto forti come tempi sul giro….il problema è che ha già accumulato un bel bottino di punti così potrà correre “in scioltezza” le prossime gare mentre gli avversari sono già costretti a non perdere colpi ….sarebbe interessante vedere come si comporterebbe se fosse sotto pressione ma anche la dote di non sbagliare fa la differenza fra vincere i mondiali o solamente le gare….vero Chaz e Marco??

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