Test Sepang, Marc Marquez: “Bradl è il miglior collaudatore”

Marc Marquez chiude al comando la prima giornata di Test Sepang di MotoGP. La spalla dà più problemi del previsto, ma Stefan Bradl "è di grande aiuto".

6 febbraio 2019 - 13:18

Marc Marquez acciaccato ma comunque primo. La prima giornata di test MotoGP a Sepang vede il campione in testa alla classifica dei tempi in 1’59″621. Alle sue spalle Alex Rins è staccato di 259 millesimi, ma i riferimenti cronometrici sono molto relativi nel precampionato. Il Cabroncito ha messo a segno solo 29 giri, concentrandosi principalmente sulla condizione fisica, più precaria di quanto previsto. Nelle curve a sinistra ha dovuto modificare leggermente il suo stile di guida, anticipando la frenata per non rischiare troppo. Eppure chiude in testa alla liste dei tempi del day-1. Sarà un semplice caso o una premonizione del campionato che verrà?

Le difficoltà di Marquez in pista

Il suo best lap è stato siglato al 26° dei 29 giri e strappa sorrisi in casa Honda. Il team iridato rinuncia a Jorge Lorenzo in pista e ad Alberto Puig nel box, ma si consola con un primato simbolico. Marc Marquez ha concluso con tre ore di anticipo e fatto i conti con temperature d’asfalto che hanno sfiorato i 60°C. “Dopo i primi due giri pensavo di non poter guidare. Ho preso posizioni diverse sulla moto, ho cambiato il mio stile di guida, ho usato altri muscoli per piegare e rallentare la moto. Guidare uno o due giri veloci non è stato un problema. Ma una gara sarebbe impossibile… Sono contento di potermi sedere di nuovo sulla mia MotoGP. Ma onestamente, mi aspettavo di essere in una forma migliore due mesi dopo l’operazione“. A sua disposizione due moto con configurazioni differenti, ma ha potuto dedicare poco tempo ai dettagli tecnici. In certi settori del tracciato malesiano ha riscontrato problemi fisici, come nei punti di frenata prima delle curve 9 e 12, ma anche nelle curve 5 e 6. “Dopo solo dieci giri la mia forza è calata. Ho dovuto frenare prima“.

Nuovi retroscena sull’intervento alla spalla

Ragionando con il senno di poi sarebbe stato più saggio anticipare l’operazione, magari perdendo le ultime gare del Mondiale 2018. Il titolo iridato è stato assegnato in Giappone, avrebbe potuto saltare Australia, Malesia e Valencia, “ma le gare mi piacciono troppo“. In vero la gravità delle condizioni alla spalla sinistra è stata chiara solo sul tavolo chirurgico. Era previsto un intervento di 90 minuti, invece è durato poco più di quattro ore. “Quando ho avuto la dislocazione a Valencia, la spalla è stata danneggiata molto più del previsto – ha ammesso Marc Marquez –. Abbiamo poi analizzato tutto con i medici, avevano in mente un certo metodo di operazione. Ma quando hanno aperto la spalla hanno visto che molti più tendini erano stati danneggiati. Hanno eseguito due interventi contemporaneamente… ecco perché la cura richiede più tempo del previsto“.

Lo sviluppo della Honda RC213V

Le condizioni precarie di Marc Marquez non dovrebbero però influenzare lo sviluppo della Honda RC213V. Buona parte del lavoro è stata eseguita nei test di novembre. Inoltre Stefan Bradl si sta dimostrando all’altezza del suo ruolo di collaudatore. “Da quando Bradl è entrato nel team, ho un buon feeling, perché guida veloce e fa affermazioni molto precise“. Si comincia da una buona base, un anno fa a Sepang la moto era in condizioni peggiori ed è poi migliorata gradualmente. Fra due settimane e mezzo avrà modo di testare altri aggiornamenti in Qatar, il lavoro restante sarà rinviato a stagione in corso. Al momento l’attenzione è focalizzata sulle specifiche del V4. “HRC ha portato qui una nuova specifica del motore. Ha più coppia, quindi il freno motore funziona bene, la potenza può essere controllata meglio. Riconosciamo alcuni vantaggi, ma ci sono anche degli svantaggi. Ora dobbiamo analizzare tutto“. Per fortuna c’è Bradl a fare da supporto… “Lui è il miglior collaudatore, è di grande aiuto“.

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