MotoGP, Rainey: “Valentino Rossi il più grande? Difficile da dire”

Wayne Rainey, leggenda Yamaha con tre titoli in classe 500, ritiene che l'elettronica sia il punto debole della M1. E su Rossi: "Difficile dire se sia il più grande di tutti i tempi".

9 gennaio 2019 - 15:38

Wayne Rainey ha avuto una carriera breve ma leggendaria, conclusasi tristemente nel GP di San Marino 1993, quando un incidente in sella alla Yamaha gli è costato la paralisi delle gambe che lo costringe su una sedia a rotelle. Tre titoli iridati (dal 1990 al 1992) in sei stagioni nella classe 500, vicino al quarto prima che il destino fosse crudele nei suoi confronti, un totale di 24 vittorie e 40 podi, sempre e solo con il team Yamaha, mettendosi alle spalle campioni del calibro di Kevin Schwantz, Eddie Lawson, Mick Doohan e Wayne Gardner.

La crisi Yamaha non può lasciare indifferente una delle leggende della MotoGP e di Iwata, presenza fissa al COTA, secondo cui l’elettronica è il punto debole della YZR-M1: “Penso che la Yamaha abbia sempre avuto un ottimo pacchetto complessivo in passato, ma nel 2018 sembra un po’ carente, e a volte anche le Tech 3 erano più veloci del team ufficiale“, ha detto Rainey a Motorsport-Total.com. “Soprattutto Johann Zarco era il mal di testa della squadra ufficiale, perché in alcuni casi era più veloce con una M1 più vecchia“. La centralina elettronica unificata è stata introdotta per ridurre il gap tra moto ufficiali e satelliti, ma secondo il tre volte campione ha preso il sopravvento e ridotto lo show. Fatto sta che Yamaha ha istituito una divisione speciale con base in Italia per ridurre il gap da Honda e Ducati in questo settore.

La stagione 2018 è da archiviare come una delle peggiori nella storia Yamaha in MotoGP, con una sola vittoria ad opera di Vinales. Adesso si attende il riscatto di Valentino Rossi, “ha ancora la volontà di guidare al massimo livello e di essere competitivo la domenica… Non solo vuole essere in grado di vincere delle gare, vuole anche vincere il titolo mondiale. Negli ultimi anni non è stato vicino, ma penso che abbia ancora la velocità per ottenere il massimo dalla moto“. Il Dottore può sempre considerarsi il più grande della storia? “È molto difficile dire se è il più grande di tutti i tempi e ogni pilota era prima di tutto il migliore della sua era“.

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