MotoGP, Maverick Vinales: elettronica e frizione per iniziare meglio

Maverick Vinales veloce sul giro, ma in ritardo alla partenza. Occhi puntati su elettronica e frizione per non perdere posizioni dopo il semaforo verde.

7 aprile 2019 - 11:46

Maverick Vinales resta l’incognita impazzita della MotoGP. Velocissimo nelle prove libere e nelle qualifiche, una pole all’attivo in Qatar e un’altra sfiorata in Argentina. Ma al semaforo verde il pilota spagnolo della Yamaha si ritrova risucchiato nelle retrovie, costretto a recuperare nella fase centrale e a insidiare il podio nei giri finali. Un fenomeno ancora incompreso nonostante l’innesto nel box di Esteban Garcia, capotecnico fortemente voluto al posto di Ramon Forcada. Sarà lui a dover trovare la sorgente e la soluzione del problema.

Buona parte del ritardo tecnico è dovuto alla mancanza di aderenza al posteriore. “Non abbiamo ancora esaurito tutto il potenziale della moto – ha spiegato Maverick Vinales a Rio Hondo -. Il problema più grande è il grip con la gomma posteriore. In Qatar abbiamo avuto una buona presa, ma qui abbiamo problemi“. A rovinare definitivamente il week-end sudamericano è arrivato un contatto involontario con Franco Morbidelli, un “incidente di gara” costatogli un ipotetico quarto posto. Ma il nodo centrale è la parte iniziale di gara, quando le gomme sono ancora fredde e poco aderenti: “Gli avversari sono più avanti di noi nell’elettronica, dobbiamo ancora lavorarci, c’è margine di crescita“.

Un handicap che si ripete da due anni e su cui sta lavorando con Yamaha a 360 gradi. “Forse la risposta è la maneggevolezza della frizione, non era ottimale“. Ad Austin si tenteranno delle soluzioni per affrontare al meglio le prime curve, che rischiano di compromettere l’intera gara. Ma non è l’unico nodo da sciogliere nel box #12, sul passo gara non è ancora sui livelli di Valentino Rossi, sebbene abbia richiesto una personalizzazione nello sviluppo del prototipo 2019. Il gap di 36 punti da marquez dopo due gare non è un buon segno per le speranze iridate, ma non bisogna perdere l’ottimismo. Basta una scia di buoni risultati per capovolgere la situazione: “Dobbiamo essere forti e andare avanti. Penso di lavorare bene. Molte volte, quando la moto funziona ci riesco“. Ma le qualifiche non danno punti.

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