MotoGP, Marc Marquez: “A Sepang farò pochi giri”

Marc Marquez non sarà in perfette condizioni al test di Sepang dal 6 all'8 febbraio. Il campione farà pochi giri per non rischiare un altro infortunio.

5 febbraio 2019 - 16:07

Tra poche ore parte il primo test invernale di MotoGP sul Circuito Internazionale di Sepang. Marc Marquez si è preparato da tempo a questo appuntamento, importante per allestire la RC213V del campionato che verrà. Precisamente dall’11 dicembre, quando è iniziata la riabilitazione alla spalla, una settimana dopo l’intervento chirurgico. Una corsa contro il tempo, affiancato dal fisioterapista spagnolo Carlos J. Garcia, per arrivare nelle migliori condizioni possibili. Da allora ha effettuato due sessioni di 150 minuti al giorno, ad eccezione dei giorni 24, 25, 31 dicembre e 1 gennaio.

La lunga riabilitazione di Marquez

Il Cabroncito racconta la lunga e difficile pausa invernale in un video della durata di oltre 5 minuti pubblicato da Repsol Honda. Il pentacampione della classe regina sa che “non so come sto fino a quando non arriverà sulla MotoGP. Farò pochi giri ma di qualità, più che altro per non sforzare la spalla e causare un nuovo infortunio, o una tendinite… Durante il test non potrò fare tutti i giri che vorrei, ma è solo una prova e tutti i piloti lasciano la Malesia con zero punti“. Il rischio è di gettare in fumo il duro lavoro riabilitativo svolto da dicembre ad oggi, oltre a poter compromettere l’inizio del Mondiale.

Carlos J. Garcia, suo fisioterapista, descrive il percorso seguito insieme a Marc Marquez in questi due mesi. “Alcuni giorni è molto paziente, soprattutto nella prima fase della ripresa era molto tranquillo. Ma poi a poco a poco, dopo aver rimosso la fascia ho dovuto frenarlo un po’, perché già il 7 gennaio sarebbe salito su una moto… Quando siamo andati al centro fitness è salito su una cyclette, imitando la posizione di guida ed emettendo i suoni del motore con la bocca, come se fossimo su una pista. Questo mi ha mostrato quanto fosse desideroso di guidare“. La riabilitazione chiede tempi lunghi, più di quanto il pilota avesse immaginato, ma l’operazione è stata utile”.

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