MotoGP, Lin Jarvis: Come nasce la rivoluzione Yamaha

Lin Jarvis spiega come sta cambiando il team Yamaha dopo la crisi 2017-2018. Diversa la mentalità giapponese, più fiducia sul gruppo di lavoro europeo.

11 aprile 2019 - 19:47

Yamaha ha dovuto formattare in parte il team per trovare una via di uscita alla crisi tecnica che ha contrassegnato le stagioni 2017-2018. Non solo aggiornamenti meccanici ed elettronici, ma anche sul lato umano-ingegneristico. Takahiro Sumi è stato promosso a capo progetto, Kazuhiza Takano al vertice del reparto dei telaisti, tra i vari reparti ora c’è più comunicazione. L’obiettivo è riportare il titolo iridato a Iwata dopo l’ultimo risalente al 2015.

Se il Mondiale è lungi dall’essere conquistato i prmi spiragli di luce sono ben visibili. Maverick Vinales si mostra veloce nelle qualifiche, Valentino Rossi è costantemente in lotta nel gruppo di testa, riuscendo persino a vincere una sfida con Andrea Dovizioso. Lin Jarvis ha rivelato che altri cambiamenti sono ancora in corso, con la fabbrica in cerca di altri ingegneri per guidare il suo crescente reparto corse in Brianza. “Speriamo che questo porti frutti immediatamente“, ha detto il manager britannico a Crash.net. “Ma ne porterà ancor più nel 2020 e nel 2021“.

Yamaha, vento di primavera dal Sol Levante

Yamaha ha cambiato sponsor e livrea, ma soprattutto è stato necessario modificare un modus operandi che aveva ossidato gli ingranaggi. “Il nostro ex capo progetto [Kouiji] Tsuya era un ragazzo molto simpatico, un vero ingegnere. Ma penso che siamo rimasti bloccati dal 2016 girando un po’ in cerchio. Come abbiamo affermato in passato, a volte abbiamo preso una strada sbagliata. A volte è solo bello resettare”. Con Sumi leader del gruppo, anziché responsabile del design del telaio, alcuni problemi hanno trovato soluzione. Merito anche di un ruolo rinnovato per Kouichi Tsuji, capo della Yamaha Motor Racing, adesso molto più concentrato sull’ingegneria.

A migliorare è anche la comunicazione tra la squadra corse e la fabbrica in Giappone. Una piaga dolente su cui Valentino Rossi ha più volte messo il dito nella stagione 2018. “Ora c’è una mentalità più aperta e condivisa – ha proseguito Lin Jarvis -. Il nostro dipartimento di ingegneria in Italia è stato rafforzato. Stiamo reclutando nuovi ingegneri“. Inoltre il reparto di elettronica è maggiormente presente in pista. “È un segnale che Yamaha Japan riconosce che ha bisogno di supporto al di fuori del proprio gruppo. C’è molta esperienza lì, lo  sappiamo. Le forcelle e le sospensioni provengono da Ohlins. I freni arrivano da Brembo. Le gomme vengono dalla Michelin… Ovviamente abbiamo una mentalità europea. Quindi penso che possiamo essere forti combinando la mentalità europea con i metodi di lavoro giapponesi. Dobbiamo collaborare tutti insieme“.

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