MotoGP, Jorge Lorenzo: “Io, Marquez e Valentino gli unici campioni”

Jorge Lorenzo affronterà il GP del Qatar non ancora al top della forma. Non rigetta l'appellativo di Dream Team: "Marquez, Rossi ed io gli unici campioni".

27 febbraio 2019 - 17:17

Jorge Lorenzo deve ancora smaltire l’infortunio allo scafoide della mano sinistra. Nelle fasi finali della terza giornata di test in Qatar ha vissuto attimi di paura quando è caduto dalla sua RC213V. Ma fortunatamente ha ben difeso il polso recentemente operato. In vista del week-end di gara chiede di anticipare il semaforo verde del primo GP che si corre in notturna, per evitare le conseguenze di temperature basse, umidità e presenza di sabbia del deserto. Richiesta in parte accolta dal boss della Dorma Carmelo Ezpeleta che girerà la richiesta al vaglio degli altri piloti della MotoGP.

Le condizioni del polso sinistro

Manca poco più di una settimana all’inizio della stagione 2019, per Jorge Lorenzo sarà l’esordio ufficiale con il nuovo team Repsol Honda. Non sarà al top della forma fisica, ma le sensazioni racimolate nei test sono incoraggianti. “Sto abbastanza bene, i piloti hanno un sacco di paura con lo scafoide. Gli allenamenti sono stati abbastanza buoni. Non sarò al 100% per la gara ma ci sarò vicino“, ha detto all’agenzia stampa Europa Press. Nella sua Lugano prosegue la riabilitazione al polso, ultimo degli eventi sfortunati che hanno costellato gli ultimi mesi della sua carriera. “Ho trascorso un piccolo calvario con le lesioni di Aragon 2018. Ho trascorso quattro o cinque mesi senza essere in grado di allenarmi bene. Ho bisogno di ritmo della massa muscolare“.

La convivenza Lorenzo-Marquez

I tre giorni di test a Losail gli hanno permesso di prendere maggior confidenza con la RC213V, un cammino a tempo indeterminato, fino a quando non troverà la giusta sintonia per puntare alla vittoria. Buone le impressioni derivate dal nuovo motore Honda, che ha consentito di mettersi alla pari con Ducati. Sarà una stagione fondamentale per Jorge Lorenzo: non solo dovrà fare i conti con la nuova moto, ma con il compagno di team più ostico in griglia. “Affronto il compagno di squadra più complicato in termini di velocità, aggressività e fame di vittoria“. Sarà un rapporto complicato come con Rossi in Yamaha? “Spero di no… In MotoGP tutto è possibile. Chiaramente non sono il favorito: non conosco la moto e ho concluso al nono posto nel 2018. Ma tutti sanno che sono molto testardo, che non mi fermo finché non raggiungo il mio obiettivo“.

Dream team e avversari

Al pilota maiorchino piace la definizione “dream team”. “Non penso sia una bugia, fino ad ora, insieme a Valentino, siamo gli unici campioni. Se non otteniamo buoni risultati non ci chiameranno più così. I numeri non imbrogliano“. In base a quanto visto nelle uscite prestagionali, le squadre rivali sembrano molto agguerrite e intenzionate a prendersi il trono iridato. “Suzuki e Ducati hanno fatto un passo avanti. Abbiamo migliorato il motore, ci sono sette favoriti, non solo Marquez o Lorenzo“.

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