MotoGP Argentina: le previsioni dei capi meccanici

I capi meccanici dei team MotoGP confessano le principali difficoltà nell'affrontare il GP dell'Argentina: benzina, aerodinamica, meteo e layout.

26 marzo 2019 - 18:21

La classe MotoGP sbarca in Argentina, a Termas de Rio Hondo, un circuito impegnativo per gomme, meteo e condizioni della pista. Al venerdì si gira 2-3 secondi più lenti rispetto alle qualifiche, a causa dell’asfalto sporco di sabbia e polvere. Dal ritorno di Michelin nella top class la pioggia ha sempre fatto visita nel week-end di gara, senza possibilità di adottare strategie uniche di setting e pneumatici. Il GP dell’Argentina ha una giovane età: in calendario dal 2014 solo due costruttori hanno trionfato in classe regina, Honda e Yamaha. La prima con Marc Marquez nel 2014 e 2016, Cal Crutchlow nel 2018. La seconda con Valentino Rossi nel 2015 e Maverick Vinales nel 2017.

Benzina, aerodinamica, meteo e curve a Rio Hondo

Rio Hondo è uno dei circuiti più lunghi in calendario, con un rettilineo di 1.076 metri che consente di dare adito ai CV. I capisquadra hanno già le idee chiare sulle difficoltà e le strategie da apportare. 25 i giri da completare per un totale di 120,2 km: “L’Argentina è una delle gare più lunghe. Ecco perché la prima cosa che ci interessa è la benzina“, afferma Roman Aurin, capo meccanico di Repsol Honda al fianco di Jorge Lorenzo. Ma sarà una gara anche all’insegna dell’aerodinamica, sebbene rispetto all’anno scorso i team dovranno correre con la carenatura omologata in Qatar. Dopo l’addio agli ‘Aero-pack’ modulari i costruttori hanno dovuto studiare un buon compromesso valido per buona parte dei tracciati. “L’anno scorso abbiamo usato le grandi ali“, ha spiegato Esteban Garcia a Motogp.com. “Ma quest’anno le regole sono diverse, devi guidare con quello che hai. In n fondo le ali su questa pista sono di aiuto“.

Sarà il primo vero banco di prova per i team, dato che in inverno nessuno ha testato su questo tracciato. Al contrario del Qatar, dove hanno provato le tre classi del Motomondiale. “È un turno difficile – ha spiegato Frankie Carchedi, capotecnico di Joan Mir -, perché a differenza del Qatar non abbiamo potuto provare qui“. Inoltre, ci sono spesso condizioni difficili che rappresentano una variabile impazzita “Gli ultimi due o tre anni hanno dimostrato che le temperature possono variare notevolmente e spesso piove pesantemente“. Paolo Bonora, Aprilia Racing MotoGP Project Leader, svela il segreto per il successo in Argentina. “È una pista con curve lunghe e veloci e zone di frenata brusche. I team che le gestiscono meglio sono i favoriti“.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Moto3, Catalunya: Primo trionfo per Marcos Ramírez, 3° Vietti

MotoGP: Chiarite le regole per la Long Lap Penalty

MotoGP, Catalunya: Fabio Quartararo comanda il warm up