MotoGP, Andrea Dovizioso: “Non posso lottare con Marquez”

Andrea Dovizioso conta 2 podi e 1 vittoria nelle prime 5 gare, ma su di lui pende la 'maledizione' dell'eterno secondo: "Non posso giocarmela con Marquez".

21 maggio 2019 - 15:30

Per Andrea Dovizioso è il miglior inizio di stagione dall’esordio in classe regina nel 2008, ma non basta per tenere il passo di Marc Marquez. Il secondo posto di Le Mans è un buon risultato in sé. Ma se si considera l’estrema facilità con cui il campione Honda ha ottenuto la vittoria c’è poco da sorridere in casa Ducati.

Ritorna lo spettro del 2014, quando il Cabroncito vinse le prime dieci gare. Se fino alla scorsa stagione la Desmosedici poteva vantare una velocità di punta superiore sui rettilinei, quest’anno i tecnici HRC hanno pareggiato i conti con la nuova specifica V4. Le Mans doveva essere territorio di conquista per Andrea Dovizioso, invece si è ritrovato a dover inseguire: “Abbiamo bisogno di analizzare quello che è successo, trovare i settori dove possiamo migliorare, perché quello che abbiamo non è abbastanza contro Marquez e Honda. In questo momento non ho carte che mi permettano di giocare contro Marc“.

Dovizioso e la ‘maledizione’ dell’eterno secondo

Nessuno sa come battere Marc Marquez e il rischio, nell’ipotesi migliore, è di doversi “accontentare” per la terza volta del titolo di vicecampione. “Senza Marquez avrei già vinto due mondiali“, ha scherzato Andrea Dovizioso, “ma è lì e dobbiamo studiare quello che non funziona come vorremmo. Marc sa gestire tutte le gare e vincerle in qualsiasi condizione. Andiamo bene, ma non abbastanza per combatterlo“. Mentre le altre Honda languono più del solito, il leader del Mondiale sa fare la differenza con una moto cucitagli addosso. Ricorda un po’ quel magico e irripetibile binomio Stoner-Ducati del 2007. “È un po’ estremo, nel senso che Casey ha fatto più differenza. Penso che la Honda abbia fatto più progressi di quanto abbiamo fatto noi in inverno. E Marc è l’unico che può sfruttarla al meglio“.

Vietato sbagliare al Mugello, il tracciato porta bene alla Desmosedici GP, ma il fenomeno di Cervera sa esaltarsi anche dove le circostanze sono meno favorevoli. Non sarà la tappa decisiva per assegnare il titolo mondiale, ma è il metro giusto per misurare la competitività della GP19. “Potremo lottare per il campionato solo se ci miglioriamo. In caso contrario, possiamo solo aspettare che gli altri facciano errori, e questo non è il modo in cui si vincono i titoli. Al Mugello… noi saremo forti, possiamo fare la differenza, come nel passato“.

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