MotoGP, Santi Hernandez: “Imparo più io da Marc Marquez”

Santi Hernandez, ingegnere di pista di Marc Marquez, svela alcuni retroscena del suo lavoro al fianco del campione e ricorda l'esperienza con Alex Crivillè.

27 marzo 2019 - 14:10

Santi Hernandez è l'”uomo barbuto” che affianca Marc Marquez nel box Honda, l’ingegnere di pista, il suo uomo di fiducia, la prima persona con cui parla al rientro nei box. Tecnico di grande esperienza, lavorano insieme dai tempi della Moto2, ma in precedenza è stato tecnico delle sospensioni per Alex Crivillè, primo e unico pilota spagnolo a vincere nella classe 500 (1999). “Ho vissuto molti bei momenti, ma quello che ricordo con più piacere è stato lavorare con Crivillé, un grande pilota e soprattutto una grande persona. Essere in grado di far parte di quella squadra, che ha aperto la strada agli altri piloti che sono saliti in MotoGP, mi fa sentire molto orgoglioso“.

Sono passati venti anni, l’atmosfera nel paddock è cambiata sensibilmente. Quel mondo così romantico e passionale è diventato un ambiente altamente professionale, quasi asettico, dove la vittoria è l’unico obiettivo. A cambiare è anche la tecnologia, le moto, i sistemi di sicurezza. “Prima c’era la rivalità, ma non c’erano così tanti interessi. Tra meccanici, squadre e piloti c’era un’unione di amicizia, non tanta rivalità. Al giorno d’oggi l’atmosfera che si respira non è la stessa. Oggi tutti pensano solo all’obiettivo, alla vittoria… Penso che sia il campionato sia la tecnologia delle moto siano cambiati molto positivamente. Il campionato ha creato un prodotto che, al momento, è invidiabile. È cresciuto ed è stato professionalizzato in modo tale che per chi ama le motociclette è incredibile. Soprattutto in termini di sicurezza, sia il campionato che la tecnologia hanno contribuito molto a migliorarlo“.

Santi Hernandez: “La vittoria non è mai scontata”

Dal 2011 Santi Hernandez ha iniziato a lavorare con Marc Márquez in Moto2, “mi ha sorpreso dal primo giorno che sono stato con lui, per un commento che ha fatto su come andava la moto e  percome si è espresso. Ma dico sempre la stessa cosa: Marc mi sorprende ogni giorno. Non sono io che devo dirgli cosa deve essere migliorato. È un pilota che sta imparando costantemente ed è capace di imparare dai suoi errori. A volte, imparo più io che lui da me, e anche questo è bello“. Dopo la gara del Qatar c’è un certo ottimismo nel box Honda, grazie al nuovo motore che permette più velocità di punta e un’accelerazione più fluida. Uno dei pochi punti deboli della RC213V è stato risolto, ma la concorrenza diventa sempre più agguerrita. “Ogni anno il Mondiale è più difficile. Ogni volta che ci sono piloti con più esperienza, giovani arrivati ​​e che stanno imparando, dobbiamo anche tenere in considerazione i piloti di sempre… È chiaro che, anche se a volte pensate che sia facile, vincere la Coppa del Mondo è molto difficile“.

La distanza tra i primi è sempre più ridotta: stesse gomme, elettronica, gomme, freni, la maggior parte delle attrezzature. Attraverso il regolamento il gap tra i marchi è stato livellato quanto più possibile. Ogni volta il gruppo di testa diventa sempre più folto pur diramandosi leggermente nel finale. Nel 2018 in Argentina Marc Marquez ha dimostrato di poter girare come nessun altro pilota, ma una serie di errori gli hanno negato la vittoria. Cosa bisogna attendersi in questo week-end di gara? “È un circuito che è sempre stato buono per noi – ha ricordato Santi Hernandez -, anche se a volte i risultati non ci hanno accompagnato. Sia Marc, con la sua guida, sia noi come squadra, dobbiamo dare il massimo e dopo le prove valuteremo quanto lontano potremo andare. Ci sono piste che, anche se a priori sono favorevoli, non devi vincere e devi sapere come accettarlo e non commettere errori. In questo Mondiale devi essere costante e ottenere il massimo da ogni gara“.

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