MotoGP: Marc Marquez “Troppo pericoloso, devo cambiare stile”

Il sei volte iridato intervistato da SkySport. Le polemiche 2015 con Rossi? "Meglio dimenticare"

23 dicembre 2017 - 6:40

Non è ancora tempo di vacanza per il campione del mondo Marc Marquez. Incassa premi e riconoscimenti, partecipa ad eventi commerciali, continua ad allenarsi in motocross, come se nulla fosse accaduto. Trascorre il tempo libero nella sua roccaforte di Cervera con amici e parenti, ma la mente sembra già rivolta alla prossima stagione.

Commenta

per primo!

FUTURO –  La porta resta aperta sul mercato piloti, si affaccia alla finestra per assaporare le offerte altrui, ma il destino sembra ormai scritto, almeno nel breve termine. “Non posso dire che non andrò mai in una certa squadra, penso sempre a chi mi ha dato l’opportunità di essere qui, a chi ha creduto in me. Honda mi ha dato una moto ufficiale al primo anno… Andrò in quel posto dove il mio cuore vuole, al posto giusto, ma non voglio perdere due o tre anni. Voglio andare in un posto dove posso vincere in ogni gara – ha detto a Sky Sport -. La felicità non ha prezzo, i soldi si possono sempre fare”.

ROSSI – Con sei titoli in cassaforte viene spontaneo pensare ai numeri e ai record di Valentino Rossi, un tempo beniamino di gioventù, poi acerrimo avversario fuori e dentro la pista, adesso un concorrente con cui vige un “armistizio” professionale. Quando il pensiero ritorna sui fatti di Sepang del 2015 “mi viene in mente di dimenticare tutto quello che è successo”. Il Dottore resta però inevitabilmente un modello cui guardare, non solo per le sue capacità di guida, ma anche manageriali. “Valentino Rossi ha molto talento, ma il Ranch aiuta tanto. Si allena con i giovani talenti, di Mundialito, di Moto3, Moto2. In futuro non si sa mai, piace anche a me, bisogna gestirlo bene. Lui ha la propria gente dietro e questo è difficile da ricercare, ho ancora 24 anni”.

STILE  – Marquez ragiona con i piedi per terra, nonostante il presentimento collettivo di poter diventare uno dei piloti più forti nella storia del Motomondiale. “I record, i titoli, non li guardo mai. Io guido per il sogno, il sogno era vincere il Mondiale e l’ho raggiunto. Adesso ogni anno è un anno nuovo, proviamo a crescere, di ottenere un titolo in più, ma non voglio tenere un numero fisso, tutto può cambiare”. Ma fino a quando perseguirà con il suo stile di guida solo il destino sembra in grado di fermarlo. “Finora il rischio ha premiato, ma in futuro non si può mai sapere.E’ un istinto riflesso… Il segreto non lo so, ma anche il fisico aiuta a fare questo. E’ un metodo che voglio cambiare perché è molto pericoloso, perché se ti fai male non corri la domenica. Voglio trovare un altro ‘style’ per andare veloce e vincere le gare, ma “ per adesso il mio stile è questo. Ma è anche lo stile della moto, molto nervosa, il minimo errore e cadi… Il prossimo anno vedremo di cadere meno e mantenere la velocità”.

SOGNO – Ma il successo non consente di dormire sugli allori… “Non so dove posso arrivare, tutto può cambiare da un giorno all’altro, può arrivare un pilota ed essere più forte di te”. Resta ancora un sogno da realizzare: “Correre in MotoGP con mio fratello”. E’ solo questione di tempo.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO

Leon Camier: “Honda Superbike, c’è molto da fare”

Honda è tornata sul serio: ecco le CBR di Camier e Kiyonari

Arlington da urlo: Cooper Webb batte in volata Ken Roczen