MotoGP, Gigi Dall’Igna: “Siamo sereni, la Corte d’Appello ci darà ragione”

Gigi Dall'Igna si dice certo che la Corte d'Appello di Ginevra darà ragione alla Ducati sull'appendice al posteriore. Viceversa si può ricorrere al CAS.

19 marzo 2019 - 2:21

Venerdì 22 marzo la Corte di Appello della FIM si riunirà nella sede di Ginevra, insieme ai rappresentati dei cinque team (Yamaha esclusa). L’obiettivo è decidere se lo spoiler posizionato sul forcellone posteriore, difronte alla gomma, abbia funzione aerodinamica o meno. Per avere una chiara certezza potrebbe occorrere un’analisi fluidodinamica in galleria del vento, ma secondo la casa di Borgo Panigale non sarà necessario. Gigi Dall’Igna & Co. si dicono sicuri che la sentenza sarà a loro favorevole, in quanto l’obiettivo del deflettore è di raffreddare la gomma.

Ducati, massima fiducia nella Corte di Appello FIM

Nelle gare degli ultimi anni la gestione dei pneumatici si è rivelata di primaria importanza per la vittoria, compresa l’ultima sfida in Qatar. I tecnici Ducati sono pronti a fornire i dati di alcuni test svolti in pista, dimostrando come la temperatura della gomma posteriore sia significativamente ribassata rispetto alle medie. “Noi siamo tranquilli che il nostro operato rispetti perfettamente il regolamento tecnico. Siamo convinti e fiduciosi che anche in appello ci verrà data ragione”, ha dichiarato Dall’Igna a Motogp.com. Dispiace non aver risolto la questione nelle riunioni della MSMA e con Danny Aldridge, con il rischio di creare una spirale di appelli senza fine. Tant’è che Ducati sta valutando l’ipotesi di presentare un reclamo sulle ali Honda considerate poco sicure.

Qualora la Corte di Appello della FIM dia ragione al cartello dei quattro costruttori, alla Ducati non resterà che rivolgersi alla Corte Arbitrale dello Sport. O accettare di buon grado eventuali decisioni penalizzanti e col rischio di una guerra “giuridica” senza fine. “All’interno della FIM i gradi di giudizio finiscono alla Corte d’Appello. Dopo ci si deve rivolgere al CAS, che è il tribunale sportivo arbitrale. Ma in questo caso si esce dal perimetro della Federazione, e non è mai un bel segnale per il nostro ambiente. Noi siamo sereni perché convinti di essere stati corretti ed avere rispettato il regolamento – ha concluso Gigi Dall’Igna -. Non vediamo i motivi per cui la Corte d’Appello dovrebbe decidere in modo diverso”.

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1 commento

walterguzzi
12:06, 19 marzo 2019

come mai siete così sicuri…

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