Moto2: Pecco Bagnaia non si ferma “Ho già il posto in MotoGP, guido sereno

Il pilota torinese lanciatissimo: due vittorie in tre gare. Il Mondiale è sempre più nel mirino

25 aprile 2018 - 7:07

Pecco Bagnaia ha cominciato alla grande l’attacco al Mondiale Moto2 vincendo due gare su tre, in Qatar e negli Stati Uniti. Il pilota torinese, da tempo residente a Pesaro, è stato intervistato da La Gazzetta dello Sport in edicola mercoledi 25 aprile. Ecco una parte dell’articolo scritto dall’inviato Paolo Ianieri. Ricordiamo che per Francesco sarà l’ultima stagione di Pecco in Moto2, nel 2019 salirà in top class sulla Ducati Pramac.

«Questo fatto che sono già  a posto per il futuro mi toglie pensieri e preoccupazioni: so già dove sarò il prossimo anno. Questo mi permette di concentrarmi al 100% sulla Moto2 e sul campionato: qualcuno potrebbe pensare che sono sotto pressione per dover vincere il titolo a tutti i costi, non avendo un’altra possibilità in Moto2. Ma non è così: anzi, avere già il contratto nel cassetto mi dà più tranquillità. Sì, le basi sono solide, perché durante l’inverno abbiamo lavorato nel modo giusto: si può fare bene tutto l’anno».

Bagnaia, si aspettava questo successo o è stato una sorpresa?

«Dopo le qualifiche, credevo che Alex Marquez ne avesse un po’ di più, ma ho anche capito che se avesse attaccato subito per provare ad andarsene, avrebbe potuto distruggere le gomme. Così è stato: nei primi giri ho amministrato, poi quando ho visto che era in difficoltà col posteriore, l’ho superato e sono riuscito ad allungare. Poi, nell’ultimo giro, mi sono goduto i tre secondi di vantaggio. E’ bello finire così un GP iniziato con una caduta rovinosa il venerdì nelle FP1, nella quale ho distrutto la moto e mi sono fatto male a tutta la parte sinistra del corpo. Qui, in passato, non ero mai stato troppo competitivo: per tutto questo, il successo di Austin ha ancora più valore».

Cosa si prova a salire sul gradino più alto del podio?

«Salire sul podio, in qualsiasi gradino, è sempre fighissimo, ma sul primo ha un sapore particolare. Sei tu il protagonista e tutti lo riconoscono. E poi che bello vedere quelli che lavorano con te felici ed emozionati. E’ una sensazione unica, indescrivibile».

Due vittorie in tre gare, ma anche un opaco nono posto in Argentina. Per vincere in Moto2 la costanza è fondamentale: quel GP può essere considerato un episodio sfortunato?

«Direi di sì, c’è una spiegazione per quel risultato. Ero partito bene anche lì nelle prove libere, poi, però, ci sono state condizioni pazzesche. In qualifica abbiamo avuto un problema e sono scattato molto indietro, senza aver trovato l’assetto giusto: non è stato possibile rimontare. Insomma, so perché lì sono andato male».

Quindi crede che si possa fare bene tutto il campionato?

«Direi di sì. E’ chiaro che bisogna capire come evolve il mondiale, ma se continuiamo a lavorare con la testa come abbiamo fatto fino ad adesso, siamo tra i candidati per il titolo. La mia squadra (SKY-VR46, n.d.r.) è un bel gruppo, tutto funziona bene: possiamo essere protagonisti. E’ chiaro, però, che non è facile: il campionato è lungo e gli avversari sono tanti. Ma questo è una vittoria di grande valore, sia perché non ero al meglio fisicamente tanto che ho dovuto prendere gli antidolorifici, sia per le caratteristiche della pista».

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