Moto2, Enea Bastianini: “Si fa sul serio, questa è una moto da grandi”

Enea Bastianini è uno dei rookie più attesi nella categoria intermedia, ma lui non si mette fretta: "Per vincere ci vuole un anno. L'importante è progredire."

3 febbraio 2019 - 15:53

Enea Bastianini si sta preparando al meglio per affrontare un cambio di categoria importante: lasciata la Moto3, ‘Bestia’ correrà in Moto2, uno dei quattro rookie italiani dell’annata 2019. Il suo arrivo nella categoria intermedia coincide con tante novità tecniche, in particolare l’introduzione del nuovo motore Triumph e dell’elettronica Magneti Marelli. Ecco le parole di Bastianini in un’intervista realizzata da Giovanni Cortinovis e comparsa nella giornata odierna su La Gazzetta dello Sport.

Motori più potenti, nuovi telai e una manciata di piloti esordienti: dopo nove stagioni la Moto2 cambia pelle e uno dei volti più attesi è Enea Bastianini, passato all’Italtrans Racing Team dopo un lustro in Moto3.

Cosa si aspetta da quest’anno?

“Di fare bene, all’inizio sarà difficile e dovrò fare esperienza. Nei test ho visto che il livello è molto alto, tutti sono veloci. Dovrò cercare di imparare come guidare questa moto e Andrea (Locatelli, il compagno di squadra; ndr) mi aiuterà, essendo più esperto di Moto2. Penso di poter essere competitivo, cioè di stare nella Top 10, dopo 4 o 5 gare. La prima pista dove potrò mostrare il mio potenziale è Le Mans. Sono sempre andato benino lì, è un tracciato che mi dà fiducia.”

Come è stato il passaggio da Moto3 a Moto2?

“Le prime impressioni sono state buone, è una moto che si presta molto al mio stile, anche se ho dovuto affrontare un cambio mentale. Nei test mi veniva da aprire subito il gas come in Moto3, invece bisogna aspettare e fare meno strada.”

E fisicamente?

“Un po’ ho sofferto perché in Moto3 dovevo stare molto leggero e quindi mangiavo poco. Pesavo 61 kg, adesso ne peso 65 kg (è alto 169 cm; n.d.r.). Ho cambiato allenamento, sono diventato un po’ più muscoloso perché ci vuole più forza per gestire la potenza e penso di aver superato questo scoglio.”

Pur avendo soli 21 anni ha già 5 stagioni alle spalle, con il record di podi (24) in Moto3. Contento del suo percorso?

“Sono ancora giovane e penso di aver mostrato una crescita notevole in questi 5 campionati, ma adesso è l’ora della svolta. Si fa sul serio, questa è una moto da grandi.”

Perché ha scelto il team bergamasco della Italtrans?

“L’ho preferito perché è da un po’ che mi cercavano. Avevamo avuto un contatto nel 2015 ma era presto. È una squadra buona e Giovanni Sandi, il capotecnico, è molto bravo, mi dà molta fiducia.”

In Moto2 si può vincere subito?

“No, ci vuole un anno: magari può capitare di vincere una gara, però credo che il 2020 sia il momento di dimostrare di poter vincere. Per quest’anno firmerei per conquistare qualche podio perché sarebbe segno di costanza. L’importante sarà progredire, non peggiorare.”

Quanti punti conta di conquistare quest’anno?

“Quota 150 sarebbe il segno di un’ottima annata. Sarei contento di arrivare sopra i 100, penso sia fattibile. La squadra ha dimostrato di lavorare molto bene nei test, tutto dipenderà da me, dal mio approccio.”

I favoriti per il titolo?

“Marini, Baldassarri e Lowes, forse anche Schrotter e Vierge.”

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