MotoGP Max Biaggi: “Lorenzo in Honda rischia tanto, ma ce la farà”

Max Biaggi su La Gazzetta dello Sport in edicola ci guida alla scoperta della MotoGP 2019. "Se Lorenzo è un palla, non lo escluderei dalla sfida Mondiale"

6 marzo 2019 - 9:45

Il 23-24 marzo Max Biaggi tornerà in pista al Mugello. Sarà in sella per presentare la nuova Aprilia RSV 1100. Il sei volte campione del mondo però con le corse ha chiuso, sarà solo un’esibizione, anche se terribilmente affascinante. Max nel 2019 sarà protagonista nel paddock del motomondiale con un doppio ruolo: proprietario del team Moto3 che affida la KTM allo spagnolo Aron Canet e ambasciatore del marchio Aprilia. Intanto Biaggi presenta la stagione MotoGP nell’intervista di Massimo Brizzi pubblicata a tutta pagina su La Gazzetta dello Sport in edicola mercoledi 6 marzo. Eccone alcune parti.

Da team manager si ritrova davanti il suo grande nemico, Valentino Rossi: perché la vostra rivalità era così speciale?

«Perché era vera e anche la più seguita come fazioni coinvolte. Ho letto che mi ha considerato il suo rivale principale ed è una dichiarazione di stima, se apprezzi quello che non hai più vuol dire che ti piaceva e ti manca. L’ho trovato piacevole. Lui come team manager ha iniziato prima di me con la VR46 e col team Gresini è la realtà più competitiva della categoria».

Vede qualcuno degli attuali piloti MotoGP arrivare a 40 anni col vostro stesso carisma?

«Mmmm. Ora iniziano presto, a 40 anni saranno stufi. Potenzialmente Marquez e Lorenzo potrebbero, ma non li vedo sulla breccia fino ai 40».

Facciamo le carte al Mondiale e cominciamo dall’Aprilia: si vede la mano di Rivola e Iannone?

«Rivola non ha avuto ancora il tempo per ambientarsi. Iannone sa già cosa gli serve e ha una sua visione della gara: non so se potrei dargli consigli, al massimo una parola giusta al momento opportuno».

La Ducati di Gigi Dall’Igna può vincere il titolo?

«Ce la può fare, la vedo vincente in Qatar perché per me in inverno si è nascosta e credo abbia tanta fantasia e potenzialità da mettere sul piatto, ma i giapponesi non scherzano».

Dovizioso è pronto per essere iridato?

«Dovi è un buon pilota per lottare per il Mondiale, ma battere i fenomeni è un altro discorso: contro di loro è difficile anche se hai un ottimo mezzo».

A chi si riferisce?

«Marquez, sicuramente, e anche Lorenzo: se è in palla non lo escluderei. Jorge andando alla Honda a casa di Marc ha fatto un all-in giocandosi tutto: serve coraggio, dopo non hai più scuse. Scintille fra i due? Non so, ma è una cosa che sperano in tanti per far andare l’inchiostro della penna».

Suzuki outsider o protagonista?

«Se la gioca. Rins ha mostrato di essere da podio: se supportato da una moto che cresce bene, potrà levarsi belle soddisfazioni».

Come leggere la situazione Yamaha, con Viñales che reclama credibilità e il totem Rossi?

«La Yamaha è un libro complicato da leggere se non ci sei dentro: è difficile capire come mai un pilota dica una cosa della M1 e l’altro una diversa. Comunque decidono sempre i risultati: finché Viñales non sarà costantemente più veloce di Rossi è difficile buttarsi a testa bassa nella sua visione della moto. Rossi, poi, è ingombrante: ha il suo peso nelle corse, figurati in un team..».

Può vincere il decimo titolo?

«Io conosco uno che ce l’ha fatta (Max è stato iridato Sbk a 41 anni; n.d.r.) e non metterei limiti alla provvidenza perché lui non è affatto stufo. Io lo vedo da corsa. Dargli consigli? Anche no…».

Le piace questo Mondiale come fascino e rivalità?

«Molto, Dorna sta facendo un bel lavoro. Sui dualismi, certo, ne manca uno come fra me e Valentino, anche se Rossi-Marquez tira. In Spagna la rivalità Lorenzo-Marquez va, noi abbiamo Rossi-Dovizioso: però Dovi deve fare un po’ di muscoli per lottare con Vale come peso mediatico».

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