Marc Marquez re del Sachsenring grazie al dirt track

Marc Marquez dal 2010 ad oggi ha vinto 8 volte il GP del Sachsenring, con 8 pole position e 4 giri veloci. Senso antiorario e curve a sinistra il segreto del suo predominio.

9 luglio 2018 - 17:13

Il Sachsenring è territorio indiscusso e inespugnabile di Marc Marquez che, nel prossimo week-end, potrebbe approfittare del circuito “amico” per allungare ulteriormente il distacco dagli inseguitori. Con la pioggia o con il sole, con temperature basse o alte, El Cabroncito ha conquistato otto vittorie consecutive coronate da otto pole position. Una sorta di Austin europea che esalta il suo stile di guida per alcune caratteristiche intrinseche.

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Marc non è solo un grande amante del motocross, ma anche del dirt track, una disciplina che svolge regolarmente e che ogni anno lo vede impegnato nel Superprestigio (due vittorie, ma assente nell’ultima edizione). Come un circuito di dirt track il Sachsenring è una pista antioraria ed è il tracciato più breve del Motomondiale, con una lunghezza di soli 3671 metri. Questo porta ad effettuare giri brevi come sono tipici di questa disciplina. Inoltre Marquez predilige le curve a sinistra e qui ce ne sono ben 10 su 13, un’altra caratteristica che condivide con le piste di dirt track. Il settore che va dalla curva alla 4 alla 10 è contrassegnata da sole curve a sinistra ed è qui che i tempi sul giro registrano una differenza. Il lato sinistro del pneumatico si riscalda, mentre quello destra si raffredda, in attesa della curva 11, in discesa e con scarsa visibilità, quindi con ampio margine di errore.

In Germania Marc Marquez conta una pioggia di successi e record. Suo è il giro più veloce in 1’20″366 siglato nel 2015, ha anche il terzo maggior numero di vittorie al Sachsenring dopo Hailwood (9) e Agostini (10). Tuttavia, i suoi predecessori hanno gareggiato sul vecchio circuito più lungo, non quello che conosciamo oggi. 8 le vittorie dal 2010 ad oggi, una in 125cc, due in Moto2 e 5 in MotoGP, 8 le pole consecutive, 4 i giri veloci. Verrebbe quasi da pensare il famoso verso dantesco: “Lasciate ogni speranza, o voi che entrate”. Chi romperà questo predominio?

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