“Il silenzio del Samurai”: Il documentario su Dani Pedrosa visibile a tutti

Dani Pedrosa si racconta come mai prima, in un documentario ora online: ecco dove vedere "Il silenzio del Samurai".

16 gennaio 2019 - 8:42

Dani Pedrosa, ritiratosi ormai dalla competizione e passato a lavorare come tester KTM (quando l’ultimo infortunio glielo permetterà), si racconta in maniera inedita in 32 minuti di documentario dedicati alla sua carriera ma non solo. Lo abbiamo conosciuto sempre schivo e riservato, un pilota che preferisce il lavoro alle chiacchiere. Questo ultimo progetto mostra invece in modo più ‘personale’ chi è il pilota di Sabadell, anche attraverso dichiarazioni ad esempio dei genitori, dei compagni in pista Marc Marquez e Jorge Lorenzo, di Alberto Puig, che ne ha seguito la carriera fin da quando Pedrosa era solo un bambino. Il documentario, visibile finora solo in Spagna, è online su Red Bull TV qui.

“Si tratta di un progetto emozionante” ha dichiarato in seguito il neo tester KTM. “Ci sono state scene ed immagini che mi hanno fatto rivivere sia momenti belli che duri. In alcune occasioni gli occhi erano umidi e rischiavano di lasciar cadere qualche lacrima, alcuni ricordi sono indimenticabili. In generale però la sensazione è che ho avuto momenti in cui ho fatto le cose davvero bene, senza falsa modestia.” “Sono molto grato a tutti quelli che hanno contribuito, come i miei genitori, le persone che mi sono vicine, Marquez, Lorenzo, Schwantz e Puig” ha continuato. “Fa piacere sapere che danno valore a tutto quello che ho fatto. Se devo scegliere una frase in particolare, utilizzo quella di Ezpeleta quando dice di me che sono ‘un pilota molto pulito, che sa trovare il meglio in ogni momento per avere la meglio su moto fatte contro di lui’.”

Come detto, l’abbiamo conosciuto schivo e riservato, quindi non è stato particolarmente facile accettare di avere a che fare con qualcuno incaricato di riprendere ogni momento della sua quotidianità. “Non ero molto convinto all’inizio, non solo perché correvo ancora ma perché non conoscevo queste persone con cui avrei dovuto condividere tanti aspetti personali. Col tempo però abbiamo trascorso molte ore insieme ed è stata una bella esperienza: mi hanno dato l’occasione di spiegare tutto nel dettaglio e di fare domande che mi permettessero di esprimermi meglio.” Un documentario molto intenso, che parla al pubblico ma che è anche “come un dialogo interiore, in cui riflettevo su quello che ho fatto. Questo documentario è stato un’occasione per spiegarmi meglio e credo di averlo fatto.”

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