Perché Honda non è in Moto2? Ne parla Hiroshi Aoyama

Honda di nome è presente in tutte le categorie del Motomondiale, ma in realtà non ha un proprio telaio Moto2. Come mai? Lo spiega Hiroshi Aoyama.

23 marzo 2019 - 8:52

Honda, almeno di nome, è presente in tutte e tre le categorie del Motomondiale. In realtà invece non è così, almeno per quanto riguarda la categoria Moto2. Attualmente solo KTM sviluppa propri chassis e motori dalla Moto3 alla MotoGP (ad eccezione della categoria intermedia, dotata di motori Triumph). Per quanto Honda sia molto vicina come presenza mondiale alla struttura austriaca, al momento non ha interesse a sviluppare un proprio telaio in Moto2.

Attualmente la casa dell’ala dorata è presente in Moto3 con Honda Team Asia, squadra gestita da Hiroshi Aoyama che ha come piloti Kaito Toba (protagonista di uno storico successo in Qatar) ed il rookie Ai Ogura. In questo caso Honda fornisce motori e telai per entrambi i suoi piloti, mentre appunto in Moto2 non è così: i due debuttanti Dimas Ekky Pratama e Somkiat Chantra infatti corrono con chassis KALEX, oltre ai nuovi motori Triumph.

Come mai quindi Honda non ha approfittato della sua esperienza in Moto3 e MotoGP per produrre un proprio telaio? A parlarne è proprio Aoyama, che confessa di aver fatto propria questa richiesta in un recente passato. “Avevo suggerito a HRC di fabbricare un proprio chassis per la Moto2, come KTM” ha dichiarato a Speedweek. “Mi hanno risposto che dovevano concentrarsi sulla MotoGP, non c’è abbastanza manodopera. Per ora non se ne parla, ma chissà in futuro.”

“Ci sono state voci a proposito di un possibile ritiro in seguito all’arrivo dei motori Triumph [che hanno sostituito quelli Honda dopo nove anni, ndr] ma non è mai stato nei nostri piani” ha poi precisato Aoyama. “Abbiamo bisogno della Moto2 per un programma che parte dalla Asia Talent Cup e poi copre le tre categorie del Motomondiale. Si tratta di una struttura importante per Honda.”

Ha parlato poi anche dei suoi piloti in Moto2: “Chantra non ha alcuna esperienza in questa categoria, arriva dal CEV Moto3 e non conosce i tracciati. Ci vuole tempo, ma tutti e due i nostri piloti hanno talento.” Riguardo poi alle gare, “Un po’ mi mancano, ma in questo momento sono il manager della squadra.” Un lavoro che, come detto, ha già portato una grande soddisfazione in Qatar con il successo di Toba.

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