Cal Crutchlow: “Papà, adesso puoi correre?”

Dopo il grave infortunio in Australia 2018 il pilota britannico ha rischiato di non poter correre più. In Qatar ha firmato un podio che odora d'impresa

29 marzo 2019 - 8:59

Cal Crutchlow ha rischiato di dover smettere in conseguenza del terribile incidente occorsogli durante le prove del GP d’Australia, l’ottobre scorso. Dopo un inverno di sofferenze infinite, l’ex iridato Supersport ha firmato un fantastico terzo posto nell’apertura MotoGP in Qatar. Uno di quei miracoli sportivi che trasformano i campioni in leggenda.  Cal ne ha parlato con Paolo Ianieri, inviato de La Gazzetta dello Sport. L’intervista, a tutta pagina, è pubblicata sul quotidiano in edicola venerdi 29 marzo. Eccone alcune parti. (qui gli orari TV del GP Argentina)

Come ha reagito la sua bambina all’incidente?

“Willow ha solo due anni e mezzo, ma è molto intelligente, ha capito tutto, che mi ero fatto male e non potevo camminare. Ma ogni giorno mi chiedeva: “Papà puoi camminare oggi?”. E quando ho ricominciato: “Adesso puoi correre?”. È stato duro, a lungo ho potuto solo prenderla in braccio. Per me (il terzo posto in Qatar, ndr) è un sogno. Considerando anche come a un certo momento non sapevo neanche se sarei davvero tornato a correre. La tibia era aperta alla base come un tronco spezzato in due, il malleolo aveva 16 microfratture!”.

La «fortuna» è stata di essersi fatto male in Australia.

“Chi mi ha operato è tedesco, gli ho parlato praticamente ogni giorno dopo l’operazione. Ho seguito ogni istruzione, ma già tornare ai test in Malesia è stato un grande sollievo: in questi mesi mi sono chiesto più volte come avrei fatto a guidare ancora. Se guardi al computer come erano ridotte le ossa ti vengono i brividi. Era tutto completamente distrutto. Ci sono persone che non camminano per un anno, altre non recuperano mai del tutto. Non è stato facile, in ospedale ho passato momenti difficilissimi: per quattro giorni non mi sono mosso, non mangiavo, non mi importava di nulla. Lucy (la moglie; n.d.r.) a un certo punto mi ha detto che dovevamo andare via da là, stavo diventando un vegetale. Per volare mi hanno indotto quasi in uno stato letargico, poi piano piano, una volta a casa ho ricominciato a vivere: c’era Willow che mi aspettava, le mie cose…”

In Qatar due settimane fa è stato grandissimo

“Non avevo aspettative, davvero non sapevo cosa avrei potuto fare, se primo o quindicesimo. Ma non sono ancora a posto. In gennaio muovevo la caviglia al 20%, ora sono al 70, ma non basta. La caviglia non fa male, ma non posso piegarla e per spostare il piede dal freno alla pedana devo sollevarlo letteralmente. Ed è faticoso. Ma non riesco a usare il freno con il pollice, ci ho provato ma non è un movimento naturale, giravo un secondo più piano”

E domenica si corre in Argentina, dove un anno fa…

“Mah, siccome ci ho vinto l’anno scorso tutti dicono che sono il favorito anche questa volta. Ma la verità è che è stata una gara strana e senza quei casini avrebbe vinto Marquez. Io parto in ogni gara con l’idea di vincere, Termas mi piace, vediamo…”.

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