Baldassarri: “Non mollo mai, penso sempre a vincere”

Lorenzo Baldassarri vuole porsi come l'uomo da battere in questo 2019. Cattivo in pista, ma tranquillo fuori: ecco un ritratto del pilota.

11 aprile 2019 - 17:52

L’inizio è stato dei migliori, con due successi in due gare, ma ora bisogna confermarsi. Lorenzo Baldassarri si sta ponendo come il pilota da battere nella categoria intermedia, ma la stagione è molto lunga e serve rimanere concentrati, a partire dalla tappa ad Austin. Alla vigilia delle prime prove libere ‘Balda’ è stato intervistato da Paolo Ianieri della Gazzetta dello Sport, parlando di questo inizio, del passato ma anche di qualche aspetto più personale.

“Finora al massimo ero stato secondo ad inizio 2018” ha dichiarato Baldassarri quando gli si chiede della provvisoria leadership iridata. “Che effetto fa? Ancora non me ne rendo conto, però la vittoria in Argentina è un indizio che fa capire come l’obiettivo sia raggiungibile, come il sogno possa avverarsi.” Pensare che in queste prime gare ha ottenuto lo stesso numero di vittorie dei cinque anni precedenti in Moto2. “Sono stati anni difficili” ha ammesso. “Il primo, con Gresini, l’ho vissuto con poca esperienza nel Mondiale. Anche gli altri tre con Forward sono stati duri, ma tutti mi sono serviti per crescere.”

“Di carattere sono uno che non molla, insisto sempre” ha precisato. “Parto sempre per vincere, anche quando non è possibile. Anche con un pacchetto tecnico non ottimale ho sempre dato tutto.” Con qualche errore di troppo, come lui stesso riconosce. “Con l’Academy sono cresciuto tanto come persona, ma il salto s’è visto quando sono arrivato nel team Pons, con un giusto supporto tecnico. Fino a quel momento mi ero arrangiato, non avevo avuto grandi possibilità e spesso mi sono fatto molto male, perdendo fiducia.”

Un lavoro continuo per migliorarsi costantemente, mettendo in vista la versione ‘Baldattack’. “Il soprannome è nato l’amico Michele Masini, Aldo Drudi e altri” ha spiegato il pilota. “Cercavamo qualcosa che facesse effetto, mi rispecchia.” Un nome che però non vale fuori dalla pista. “Sono una persona tranquilla, a cui piace andare lenta nella vita. Uno di quelli che definisci un bonaccione. Lo sono, ma se uno ne approfitta rischio di entrare in modalità ‘Baldattack’, come in pista.” Una tranquillità che si nota anche negli hobby: “Amo pescare, da piccolo mi piaceva molto suonare il pianoforte. Ma arrivato ad un certo livello ho dovuto scegliere.”

Accantonare la musica per puntare sulle due ruote, una passione nata da sola quand’era piccolo. “Il mio babbo non aveva nemmeno lo scooter. Sentivo le moto e impazzivo, volevo salire su quelle di mio cugino o mio zio. Mi hanno regalato il triciclo, poi le prime motine, facevo il circuito in casa… Ogni giorno così, ero felice.” Una scelta che ha portato a molti sacrifici: “Mi sono dovuto spostare, ho cambiato amicizie e abitudini. Ho provato a portare avanti la scuola, frequentavo il liceo scientifico, ma facevo troppe assenze e ho mollato. Un giorno però mi piacerebbe finire.”

Ora è tempo di pensare ad Austin. “Come risultati per me è uno dei circuiti peggiori, come guida è uno dei più spettacolari. Un tracciato su cui o funziona tutto o devi sudare. Vogliamo migliorare il risultato del 2018 [10° posto, ndr], il podio sarebbe tanta roba.” Attenzione ai tanti avversari, anche alle sorprese. “Binder va tenuto d’occhio, anche se adesso fa un po’ di fatica, così come Marquez, Marini, Lüthi. Lowes potrebbe giocarsi dei GP, ma non lo vedo da Mondiale. Gardner invece non me l’aspettavo, è sempre lì sin dalle prove. Non era nella mia lista.

Un sogno nel cassetto? “Da quando ho cominciato a capire qualcosa di moto ho capito che la MotoGP è il mio obiettivo. Ma è presto per parlarne, guardo al presente ed al futuro prossimo, poi spero mi vengano a cercare.” Come ogni pilota della categoria, non manca un pensiero al titolo, pur essendo solo ad inizio stagione. Baldassarri sarebbe disposto a rinunciare a qualcosa per questo obiettivo? “Posso non guidare più la macchina fino a fine anno. Toglietemi la patente, vado in bicicletta.”

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