MX2 Alfredo Bevilacqua: “Vogliamo essere tra i protagonisti”

La nuova avventura nella MX2 del team Honda RedMoto Assomotor gestito da Alfredo Bevilacqua tra EMX250 e tanta voglia di fare bene

21 marzo 2019 - 6:45

Alfredo Bevilacqua, classe 1964 è il team manager della squadra emiliana con sede a Carpi “Honda RedMoto Assomotor” che in questa stagione è protagonista nel mondiale MX2 e nella EMX250. Grande appassionato del fuoristrada, passione tramandata dal nonno e dal papà, Alfredo in passato è stato un ottimo pilota di enduro nazionale e nei rally dove ha ottenuto risultati di rilievo. Una passione, quella delle moto, trasformata in un lavoro che lo impegna al 100% nella gestione e nelle attività del suo team. Un motto, quello che recita “volere è potere” che lo rappresenta appieno.

Alfredo con quali obiettivi avete iniziato la stagione sia nell’europeo che nel mondiale MX2?

” Guarda non dico la vittoria anche perchè servono tanti fattori e una dose di fortuna ma sicuramente puntiamo ad essere tra i protagonisti. Abbiamo ottimi piloti sia nel campionato europeo che nel mondiale. Goupillon va forte e Rubini ha un buon passo quindi come target mi sono dato i primi tre posti anche se ovviamente rivincerlo è un obiettivo. Nel mondiale dobbiamo fare tanta esperienza, anche perchè abbiamo un debuttante come Mathys Boisramè che dovrà adattarsi ai ritmi della MX2 e il nuovo arrivato, Brent Van Doninck che quando sarà messo nelle condizioni di rendere al massimo spero possa ottenere buoni risultati. L’idea sarebbe quella di arrivare nella top10 con almeno un pilota, e per me essendo il primo anno nel campionato sarebbe un risultato importante”.

Com’è stato il passaggio dalla MXGP alla MX2?

” Come struttura non è cambiato nulla, abbiamo due piloti per il mondiale e altrettanti per l’europeo. Lo staff sta aumentando per strutturarci in maniera più importante anche perchè gestiamo direttamente le sospensioni internamente rispetto allo scorso anno. Abbiamo deciso di seguire tutto noi perchè questo particolare è molto importante, in più seguiamo internamente anche i motori. In 250 c’è da lavorare per tirare fuori dei cavalli rispetto alla 450 dove soprattutto dovevi adattare la moto allo stile di guida dei piloti. E’ sicuramente un bel passo, molto stimolante che ci permette anche di avere un budget interessante”.

Che idea ti sei fatto del livello del campionato?

” Il livello è piuttosto variegato, Prado a parte che fa lui anche la differenza credo che durante l’anno non vedremo sempre i soliti piloti accanto a lui sul podio. Per questo credo che anche noi possiamo inserirci in questa lotta per fare vedere il nostro potenziale, forse non in maniera costante per diversi fattori ma noi paghiamo sicuramente il fatto di essere nuovi della categoria. Inoltre ci scontriamo contro colossi come KTM oppure la casa madre mentre noi siamo supportati da Honda Europa anche se molto lavoro è farina del nostro sacco.”

Cosa ne pensi del format delle gare e se cambieresti qualcosa?

” Il motocross per come è organizzato ora è molto stressante per tutti, già a partire dalla manche di qualifica dove è importante ottenere una buona posizione al cancello per le gare della Domenica. Il problema è il tempo che c’è tra le due manche, forse troppo poco per permettere di recuperare le energie al 100% sopratutto per i piloti quando ci sono condizioni meteo piuttosto dure. Personalmente ritengo il week-end di gara troppo lungo, eliminerei la manche del Sabato e non sarebbe male toglierne soprattutto una alla Domenica per evitare a molte persone di fare calcoli sul risultato finale. Poi in diversi week-end ci sono gare dell’europeo e altre di contorno che non permettono, visti i tempi stretti, agli organizzatori di sistemare la pista anche nei punti più pericolosi. Servirebbe più tempo per poter gestire meglio il tutto”.

Parlando di piste, sei favorevole nel correre in piste permanenti trasformate per il cross oppure nei luoghi “classici”?

” Sinceramente sarei per andare sia in circuiti tradizionalmente usati per la pista, trasformati per il cross. E anche in quelli in cui andiamo di solito come per esempio Arco di Trento che si trova in una location fantastica. Purtroppo ci capita anche di andare in posti che non ti danno niente, anche a livello di strutture. Capisco che per un appassionato non avere servizi sia difficile. In piste come Assen ci sono strutture che per uno che vuole vedere le gare sono confortevoli e soprattutto funzionali. Ovvio che chi spende 60 euro di biglietto vuole trovare questo anche per eventualmente ritornare l’anno successivo. Servirebbe comunque il giusto compromesso tra gare storiche e strutture che ti offrono tutto”.

Sul calendario delle gare?

” Sul calendario si poteva lavorare molto meglio e anche gli ultimi cambiamenti che sono stati fatti non mi trovano d’accordo. Trasferte lunghe e costose.  Ma soprattutto non si è tenuto conto delle esigenze e dello stress che un team e una squadra subiscono con spostamenti molto complessi. Servirebbe una mediazione tra organizzatori e team per trovare la giusta soluzione.  Anche perchè i costi sono elevati e ci sono dei campanelli d’allarme, come l’uscita o il ridimensionamento di qualche Casa.Dovrebbero essere presi in considerazione. 

Su Jeffrey Herlings che idea ti sei fatto da team manager?

” Se Jeffrey dovesse scegliere di andare negli USA il campionato sarebbe più combattuto, come abbiamo visto in Argentina.  Anche se Tony Cairoli ha vinto autorevolmente e in questo momento è il più forte. Effettivamente nel mondiale non ha nulla da dimostrare anche se negli USA non avrà sicuramente vita facile per la mentalità che è differente.  Villopoto ne è stato un esempio. Sicuramente lui è molto forte e spero possa fare la scelta giusta”.

 

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