Moto2: nomi nuovi al top della categoria verso Assen

Corti, Redding, Simeon le grandi "sorprese" di Silverstone

23 giugno 2010 - 1:36

Con la creazione della Moto2 uno dei traguardi da raggiungere era proprio questo: trovare nuovi piloti da portare nel Motomondiale. Più “facile” l’ingresso rispetto alla 250cc, più possibilità di ben figurare per chi ha una formazione agonistica nei più disparati campionati nazionali ed internazionali. Il risultato è di aver “scoperto” a Silverstone tre nuovi protagonisti della categoria, che già avevano impressionato nel recente passato. Il primo caso è senza dubbio quello di Claudio Corti, straordinario per tutto il weekend, sfortunato nella scivolata a due giri dalla bandiera a scacchi quando era in seconda posizione e, soprattutto, in piena corsa per il podio. Poleman il sabato, il talento di Como ha dato dimostrazione del proprio talento che gli addetti ai lavori del mondiale hanno scoperto soltanto nei test IRTA di Jerez lo scorso marzo, quando riuscì a spiccare il miglior tempo assoluto.

Campione Europeo Superstock 600 nel 2005, tre volte vice-campione Superstock 1000 FIM Cup dove ha corso da pilota ufficiale Yamaha Italia e Suzuki Alstare, Corti è arrivato in Moto2 con un profilo basso ma riuscendo a mettersi mostra in un weekend a lui particolarmente favorevole, basti pensare che a Silverstone ha vinto due volte tra Stock 600 e 1000 (2005 e 2006). Poco importa la scivolata e la classifica che lo vede soltanto con 1 punto conquistato in queste prime 6 gare: l’ottima prova nel Regno Unito non si dimentica con la necessità di riconfermarsi ad Assen, dove ha vinto nel 2006 tra le Superstock 1000.

Altro protagonista di Silverstone è stato Scott Redding, che dispone di una buona moto (Suter MMX), ma di una squadra al debutto nella categoria come il Marc VDS Racing Team, struttura giovane ma che vanta nomi quali Michael Bartholemy come team manager e Peter Benson in qualità di direttore tecnico. Inizio problematico di campionato, scarso affiatamento con la 4 tempi (nell’inverno ha accelerato il processo di apprendimento provando anche una Yamaha R6 ad Almeria), ma finalmente l’aria di casa ha portato al top il più giovane vincitore di sempre di una gara in 125cc. Redding ha terminato quarto sfiorando il podio, dopo una sensazionale rimonta: era 12° al primo giro, ma a suon di record si è fatto strada sino a rientrare nel gruppo per la vittoria.

Non è passata inosservata la prestazione di Xavier Simeon, che a Silverstone si è visto promuovere dall’Holiday Gym Racing a pilota titolare al posto di Yannick Guerra grazie alle convincenti wild card di Le Mans e Mugello. Campione Superstock 1000 FIM Cup in carica con il Ducati Junior Team, il talento di Bruxelles aveva due alternative a fine 2009: un posto in Supersport da pilota ufficiale, tentare la strada in Moto2. Ha scelto quest’ultima soluzione legandosi al team Holiday Gym con un accordo triennale iniziando dal CEV con una moto “artigianale”, la ArbizuGP, cestinata dopo il deludente primo evento di Barcellona. Salito sulla Moriwaki ha comandato la gara di Albacete, ha stupito all’esordio in Moto2 a Le Mans (era 7° prima di volare a terra), a Silverstone ha concluso ottavo, tre posizioni davanti al più blasonato team-mate Fonsi Nieto. Niente male davvero.

Alessio Piana

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