Moto2: la stagione 2013 del Campione Pol Espargaro

La marcia di Polyccio verso la conquista del titolo iridato

27 ottobre 2013 - 3:26

Ha conteso fino al penultimo round di Phillip Island il titolo 2012 a Marc Marquez, inevitabilmente quest’anno Pol Espargaro era il candidato #1 alla conquista del mondiale Moto2. Rimasto, per il secondo anno consecutivo, al team di Sito Pons in sella ad una competitiva KALEX, sin dai test invernali “Polyccio” si era collocato in cima al monitor dei tempi, proponendosi quale legittimo pretendente alla corona di Campione del Mondo. Sembrava un mondiale “scontato”, per molti poco più che una “formalità” ad inizio stagione, ma in realtà nell’arco dei 16 eventi sin qui disputati della “middle class” il talentuoso pilota di Granollers ha dovuto sudare le proverbiali sette camicie per centrare questo traguardo dovendo, soltanto lo scorso mese di agosto, recuperare ben 38 punti di svantaggio nei confronti del fuggitivo Scott Redding. Il 2013 per Pol Espargaro era tuttavia iniziato nel migliore dei modi. Alla prima presa di contatto con la nuova KALEX all’Autodromo Ricardo Tormo di Valencia aveva fatto registrare in 1’34″577 il nuovo primato della pista, riconfermandosi successivamente a Jerez (1’42″332) e nella conclusiva tornata di test IRTA ufficiali sempre sul tracciato andaluso in 1’42″636, lasciando al primo confronto diretto con i propulsori Honda 2013 by ExternPro il suo più diretto inseguitore Takaaki Nakagami a quasi 1/2 secondo.

Un coinvolgente inizio nella “pre-season”, altrettanto nell’esordio stagionale a Losail: pole position e, seppur soltanto dopo un entusiasmante duello con Scott Redding, vittoria. Tutto secondo copione, ma proprio in questo momento per “Polyccio” si sono presentati i primi problemi imprevisti: ad Austin fatica nelle qualifiche (7°) e vola a terra in gara, non va oltre il terzo gradino del podio a Jerez (battuto dal proprio compagno di squadra Tito Rabat), sbaglia nuovamente nei primi giri di gara a Le Mans rimediando il secondo “zero” in quattro round. Le difficoltà per Espargaro proseguono anche al Mugello dove si ritrova giù dal podio, lasciando campo aperto ad una mini-fuga-campionato del rivale Scott Redding, in grado di metter a segno una sensazionale doppietta tra Le Mans e Mugello portando a 47 (!) il vantaggio in campionato nei confronti di Espargaro, scivolato addirittura al quinto posto nella generale.

Serviva una svolta in positivo, è puntualmente arrivata pochi giorni più tardi al Circuit de Catalunya di Montmelò alle porte di Barcelona: sul tracciato dove, di fatto, pregiudicò la rincorsa al titolo 2012 per l’ormai celebre contatto (e conseguente conda infinita di polemiche) con Marc Marquez, Espargato torna sul gradino più alto del podio e si ripete nel round successivo al TT Circuit Van Drenthe di Assen. Quando la “Remontada” sembrava proiettata verso il definitivo riaggancio in classifica, in piena estate si complicano le cose per Espargaro. Problemi imprevisti nella gestione degli pneumatici Dunlop (tanto che le specifiche saranno successivamente cambiate a stagione in corso) non gli consentirono di esprimersi al meglio conquistando soltanto 1 podio (3° al Sachsenring) in quattro gare, ritrovandosi dopo l’ottavo posto a Silverstone con 38 punti da recuperare su Redding avviato verso il titolo di categoria. Sembrava impossibile ipotizzare una nuova, seconda rimonta, ma Espargaro ci ha sempre creduto in una stagione 2013 contraddistinta da numerosi capovolgimenti di fronte. A Misano Pol torna alla vittoria, il rivale Redding inizia ad accusare problemi di natura fisica all’avambraccio destro operato pochi giorni più tardi ad Aragon. Per il portacolori Tuenti HP 40 è il momento giusto per attaccare: al MotorLand Aragon è sì 3° preceduto dal team-mate Rabat e dall’imprendibile Terol, ma chiude davanti al britannico del Marc VDS Racing Team. A Sepang chiude 2° nuovamente preceduto da Rabat, ma di fatto la rimonta è completata con più soltanto 9 punticini da recuperare nei restanti tre round del calendario.

L’epilogo del mondiale 2013 di fatto si registra a Phillip Island: Scott Redding cade nelle qualifiche ufficiali, si frattura il polso sinistro, lascia campo aperto ad Espargaro che conquista la vittoria e vola a +16 in classifica, ponendo le basi per la “fiesta” di pochi giorni più tardi al Twin Ring di Motegi con una gara d’anticipo rispetto a Valencia dove, nei Test post-GP, esordirà in sella alla Yamaha M1 MotoGP del Team Tech 3.

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