Superbike: Team Milwaukee-Aprilia, la trattativa va avanti

Non è ancora tramontata la possibilità di rivedere la RSV4 al via del Mondiale. E' questione di soldi

30 agosto 2018 - 8:41

Rivedremo le Aprilia sullo schieramento del Mondiale Superbike? La domanda aleggia da mesi, e ancora non ha trovato risposta. La trattativa fra team Milwaukee e la marca del Gruppo Piaggio va avanti, quindi la speranza non è ancora tramontata. A questo punto è una mera questione di soldi.

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TRATTATIVA – Mesi fa Shaun Muir, ex pilota adesso principal del team Milwaukee, aveva agitato le acque proclamando che “Aprilia deve darci moto, assistenza diretta e sviluppo gratis.” Ma la richiesta è stata subito rispedita al mittente: Aprilia è disposta a continuare la collaborazione, ma solo a fronte di una (consistente?) contropartita economica. La trattativa è ancora aperta con la palla nel campo britannico: Aprilia ha dettato le condizioni e aspetta risposta da Muir, che nel frattempo ha preso tempo per sondare il terreno in Ducati e BMW.

VANTAGGIO – Aprilia è in una chiara posizione di forza: se Muir paga, il reparto corse continuerà a fornire tutto il materiale factory con l’assistenza di tecnici interni e un certo sviluppo tecnico. In caso contrario a Romano Albesiano non dispiacerà chiudere la pagina Superbike e mandare le RSV4 in museo: significherebbe infatti recuperare risorse interne  da dirottare sul progetto MotoGP. Muir non ha tante alternative: BMW ha annunciato l’impegno ufficiale nell’Endurance, ma non è ancora chiaro che tipo di supporto sarà in grado di offrire ai team clienti in Superbike, dove regolamento ed esigenze sono diverse. In Ducati tutti tace, non è noto a che punto sia lo sviluppo della Panigale V4 e il fatto che Chaz Davies, pur avendo già rinnovato, non abbia ancora provato non è un segnale incoraggiante. Se non è pronta la V4 “Factory”, figuriamoci quelle per i team satellite. Quindi Muir sta valutando che passare in Ducati potrebbe significare non avere da subito una moto competitiva. Restando in Aprilia questa garanzia c’è: Eugene Laverty è andato a podio nelle ultime due uscite, a Laguna e Misano.

PILOTI – Calma piatta su questo versante, ma per Muir è l’ultimo dei problemi, vista la grande abbondanza di nomi, anche di spessore, disponibili sul mercato. Con Laverty, Sykes, Melandri e Savadori ancora a piedi – solo per citare i nomi più intriganti –  c’è solo l’imbarazzo della scelta.

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