Superbike Assen, Gara 1: Alvaro Bautista doma il Cannibale

Alvaro Bautista domina la prima sfida e resta imbattuto. Jonathan Rea sceglie la gomma dura ma non funziona. Alle 14 il secondo round

14 aprile 2019 - 11:35

Alvaro Bautista resta imbattuto, conquistando la decima vittoria consecutiva e prendendo ulteriore slancio nel Mondiale. Nessuno prima d’ora era partito così sparato.  Il fuoriclasse spagnolo, scattato dalla pole, ha dominato dalla prima curva anche ad Assen, il tracciato su cui l’inseguitore Jonathan Rea era convinto di poter ribaltare l’inerzia del campionato. Niente da fare, la Ducati continua a mietere successi: era dal 2012 con il francese Sylvain Guintoli (sul bagnato) che la Rossa era a digiuno nella piana del Drenthe. Rea ha optato per una scelta di gomma posteriore più conservativa, montando la soluzione Pirelli più dura fra quelle disponibili. Era convinto che Bautista, puntando sulla più soffice, avrebbe pagato alla distanza. Invece niente, Alvaro ha martellato dalla prima curva all’ultima. Strepitoso.

NIENTE DA FARE CONTRO ALVARO

Per riequilibrare le sorti del Mondiale dopo il perentorio 9-0 di Bautista nei tre round d’apertura, qui la Ducati ha dovuto rinunciare a 250 giri motore, con limitatore abbassato a 16.100 invece di 16.350. Ma è stato un ritocco del tutto ininfluente: Bautista ha dominato esattamene come aveva fatto a Phillip Island, Buriram e Aragon. Tracciati diversi fra loro, ma su tutti il piccolo Alvaro (56 chili) ha fatto un’enorme differenza. Il podio è stato completato dall’olandese Michael van der Mark, pupillo Yamaha. Soltanto settima l’altra Ducati ufficiale di Chaz Davies: se non ci fosse Bautista…

“ALVARO, CHE RISCHIO…”

Bautista ha vinto anche i dubbi dei tecnici Pirelli che temevano in un veloce decadimento della gomma soffice causa il gran freddo: appena 7°C sull’asfalto, 6°C ambiente. “Alvaro per tutte le prove ha girato sempre con la stessa soluzione, sta prendendo un bel rischio perchè neanche noi sappiamo se resisterà” ha commentato prima del via l’ingegnere Giorgio Barbier, responsabile del fornitore unico. Ma Bautista sapeva quello che stava facendo. E ha tenuto un ritmo strangola avversari, senza cedere di un millimetro neanche nei giri finali. Proprio come sui tre tracciati precedendi, quando si era gareggiato con asfalto prossimo ai 60°C…

TERZA FILA FATALE PER REA?

No, perchè Jonathan, scattato dalla ottava casella, si è sbarazzato in fretta degli avversari “normali”. Al primo passaggio era già quarto e prima di metà gara si è sbarazzato anche della BMW di Markus Reiterberger, poi evaporata in sesta posizione. A quel punto Rea era a soli 1″2 da Bautista e mancavano 13 tornate alla conclusione. C’era tutto il tempo per attaccare. Ma Bautista, tenendo un ritmo altissimo, ha tenuto il Cannibale a distanza. Fin quando l’inseguitore non ha capito che anche questa volta non c’era possibilità. Impressiona che l’altra Ducati di Chaz Davies, settimo, abbia beccato ben 17 secondi. Il gallese non sta bene fisicamente, è l’ombra del pilota che negli ultimi cinque anni è arrivato due volte secondo nel Mondiale. Ma se non avesse pescato un talento come Bautista dal mazzo MotoGP, anche quest’anno la Ducati avrebbe fatto un gran buco nell’acqua. E Marco Melandri? E’ arrivato 12°, a quasi 40 secondi dal pilota cui ha dovuto lasciare il posto.

 

 

2 commenti

marcogurrier_911
13:38, 14 aprile 2019

Riguardo il peggiore, una mezza idea io L avrei.
Sono d accordo, ma Aspettiamo ancora un po’, Johnny non è assolutamente da meno.

calderonipaol_14252081
12:11, 14 aprile 2019

È la vittoria che consacra Bautista come il miglior pilota sbk del 2019.

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