Superbike: Jonathan Rea “Tra piloti impossibile essere amici”

Il quattro volte iridato intervistato dalla BBC, la tv più importante del Regno Unito. "Ho gli stessi valori biologici dei calciatori professionisti"

14 gennaio 2019 - 17:03

Jonathan Rea è sempre più personaggio nel Regno Unito. In una lunga intervista concessa alla BBC, una delle TV più importanti e autorevoli del mondo, il quattro volte ha bucato lo schermo con affermazioni interessanti. Ha parlato del metodo di allenamento, dei suoi valori fisici di altissimo livello e dei rapporti con gli avversari. Che sono nulli, o poco più: “Noi piloti cerchiamo tutti la stessa cosa, vincere. Impossibile essere amici, anche se non ho mai odiato nessuno.
 
ALLENAMENTO – “Mi alleno 15 ore a settimana. Devi essere davvero in forma per restare lucido in ogni condizione di gara, anche quando è necessario reagire a qualsiasi situazione in frazioni di secondo. Penso di allenarmi meglio e in modo più intelligente di chiunque altro. In Kawasaki, abbiamo un Human Performance Manager e siamo sottoposti a un esame del sangue su base regolare. Ci prendiamo cura di noi stessi. Cerchiamo di essere sempre sani e di non incappare in malattie, neanche le più banali. Periodicamente faccio dei test in un centro specializzato di medicina sportiva a Barcellona, ​​i miei parametri sono simili a quelli dei giocatori della Liga spagnola di calcio. Allenarsi costantemente aiuta anche psicologicamente, perchè essere sempre concetrati sull’obiettivo è un aspetto fondamentale”.

GLI AVVERSARI – “Ho vinto il Mondiale per quattro anni di fila, sono al top e per certi versi è una posizione difficile perchè tutti vogliono battermi. So di giocarmi molto, non vedono ora di buttarmi giù dal piedistallo.  Ma non odio nessuno dei miei rivali, cerco di rispettare tutti il ​​più possibile. Ma non possiamo essere ingenui, il Mondiale è il massimo, un ambiente molto competitivo. Vogliono vincere tutti, e girano molti soldi. Vince uno solo, e quindi non puoi pretendere che i tuoi avversari siano felici. Non ci può essere amicizia fra piloti, la posta in gioco è troppo alta.”

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