23 Agosto 2022

Danilo Petrucci: per l’impresa MotoAmerica adesso servono alleati

Danilo Petrucci è solo contro tutti nel MotoAmerica: cosa servirebbe per vincere il titolo, magari con un alleato in pista nell'ultimo round.

Danilo Petrucci: per l'impresa MotoAmerica servono alleati

Lo scorso fine settimana Danilo Petrucci, impegnato nella tappa del MotoAmerica al Pittsburg International Race Complex, ha potuto contare sul supporto di tutta la sua famiglia, presente in loco per seguirlo in questa sua avventura oltreoceano. Tuttavia il buon “Petrux” forse avrebbe bisogno anche di tutta la famiglia Ducati al suo seguito. A due round dal termine, l’impresa è possibile, ma non certamente facile. Anzi: come da premesse iniziali, difficile. Parecchio difficile. Diventare il primo motociclista italiano a laurearsi Campione della Superbike americana, riportando alla Ducati un titolo che manca da 28 anni (Troy Corser l’ultimo nell’ormai lontano 1994), rappresenterebbe un ulteriore lasciapassare per la storia di questo sport. Petrucci finora ha fatto il suo e, spesso, anche di più (molto di più). Il weekend in Pennsylvania ha riaffermato come tutto questo potrebbe non bastare per centrare il grande risultato.

DANILO PETRUCCI VELOCE E GENEROSO

L’esperienza americana di Danilo Petrucci è iniziata in maniera sfolgorante con tre vittorie di fila nelle prime tre gare tra Austin e Road Atlanta, dovendo poi subire in corso d’opera il ritorno di Jake Gagne. Il ternano, doveroso ricordarlo pur sempre un pilota di-e-da-MotoGP, ce l’ha sempre messa tutta. I risultati, sono fuori discussione, meritevoli di un’analisi accurata. Un secondo posto, considerata la situazione attuale, non può ritenersi una sconfitta. Per il valore del trinomio Gagne-Attack-Yamaha (sincerato in questo articolo), per lo scotto che “Petrux” paga nei confronti della concorrenza. Pregressi riferimenti su molte piste inesistenti, confrontandosi con degli avversari che hanno già tutto pronto ancor prima di mettere le ruote in pista.

LE PROBLEMATICHE

Di fatto Danilo Petrucci, spesso e malvolentieri, corre al buio. Su piste dove non ha mai corso, dove il team Warhorse HSBK Racing Ducati New York ha ben pochi riferimenti (solo parziali del 2021), oltretutto con una V4 R da adattare agli pneumatici Dunlop come si può. Il fine settimana al Pitt Race è stato piuttosto eloquente per chi, con dovizia di particolari, analizza la situazione. Petrucci ha gettato il cuore oltre l’ostacolo, rimediando un secondo ed un terzo posto con una V4 R mai completamente a posto. Chattering a volontà (criticità generata dall’adattamento alle Dunlop per una moto sviluppata per le Pirelli), elettronica da sistemare ove possibile, con una Gara 2 che ha visto Danilo pagar dazio sulla distanza. Senza grip, Gagne è risultato inavvicinabile, subendo anche la rimonta di Scholtz per il secondo posto. In tutto questo, nel Warm Up bagnato dalla pioggia, l’eroe della Dakar 2022 aveva rifilato 2″ e più a tutti. La sua dichiarazione post-gara (“Avevo più grip sul bagnato rispetto alla gara su pista asciutta…“) è piuttosto eloquente in tal senso. Nel mentre, Gagne-Attack-Yamaha possono contare su una R1 non soltanto “pronto-pista“, ma… pronto-vittoria!

L’INTERESSE DUCATI

Indiscutibilmente a Ducati farebbe piacere eccome riconquistare il titolo della Superbike al di là dell’Atlantico dopo quasi 30 anni. Paolo Ciabatti ha assistito in prima persona ad un paio di round, con Giovanni Crupi a dar manforte al team Warhorse HSBK in svariate occasioni. L’interesse c’è, ma per contrastare e spezzare l’egemonia della concorrenza, ci vorrebbe forse qualcosa di più. L’impresa è possibile e, con 1 solo punto da recuperare su Gagne e 100 ancora in palio, un intervento diretto della casa madre a pieno regime gioverebbe alla causa.

UN ALLEATO IN PISTA PER PETRUX?

Non da meno, Danilo Petrucci a tutti gli effetti in pista è solo contro tutti. Jake Gagne vanta una spalla come Cameron Petersen, il quale parte sempre a fionda e, più volte, spezza il ritmo del #9. Da “esterno“, la casa dei Tre Diapason annovera anche Mathew Scholtz che ha un conto in sospeso e aperto (da lui stesso, incomprensibilmente…) con il Ducatista. Ecco: a Petrucci un compagno di squadra potrebbe far comodo eccome per questo rush finale. Lo scorso weekend sono circolate voci, per il momento non confermate, di un ritorno anticipato in Superbike di Josh Herrin. Ad un passo dal titolo MotoAmerica Supersport con la debuttante Ducati Panigale V2, il Campione AMA Superbike 2013 potrebbe chiudere i giochi nel prossimo round in New Jersey. A quel punto, Warhorse HSBK Racing Ducati NYC potrebbe affidargli una seconda V4 R per il gran finale al Barber Motorsports Park. Un alleato in pista di certo non sarebbe un male…

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